Piramide di Pavia, ore decisive per l’asta.

 Doveva diventare un luogo di divertimento con una discoteca e un ristorante. Invece la “piramide” di Pavia ha avuto molta meno fortuna di quelle realizzate dagli egizi molto tempo prima. L’edificio di via Aschieri,nei pressi della tangenziale est, va all’asta per 519mila euro. «Sono arrivate delle offerte – ammette il curatore e delegato alla vendita Cristina Loardi – ma non posso dire se siano per quell’edificio. Per oggi ho fissato due aste». Nelle prossime ore, quindi, si saprà se l’edificio di tre piani per un totale di 3.440 metri quadrati costruito nel 2001 troverà un nuovo proprietario e potrà finalmente decollare. Finora non ci è riuscito.
Costruita all’interno della nuova zona industriale, la “piramide” inizialmente ha ospitato uffici. Allora nei pressi non c’erano lo stabilimento della Riso Scotti, la Fondazione Clerici e le attività artigianali che ci sono oggi, l’edificio era una cattedrale nel deserto. Nel 2010 è arrivata quella che doveva essere una svolta per l’edificio: è stato acquistato dall’agenzia di pompe funebri Marazza. L’idea del titolare della società era quella di realizzare all’interno della piramide una casa funeraria, la sede della società e i capannoni dell’impresa.
I lavori sono cominciati subito, bisognava modificare gli spazi in modo da renderli adatti alla nuova destinazione. Ma la vasta superficie sulla quale si doveva intervenire e i tre piani circondati da vetrate che si restringono come vuole la forma piramidale hanno messo i bastoni tra le ruote. I costi del cantiere erano esagerati. La società ha provato ad affrontarli finché non ha accumulato debiti che hanno portato il tribunale ad avviare una procedura di fallimento per l’agenzia di pompe funebri Marazza.
Nel 2015 è si cercato di vendere la piramide, ma un compratore che volesse impegnare i 923mila euro richiesti non è stato trovato. Alla fine di novembre dello scorso anno è stata bandita una prima asta, per 692mila euro, che è andata deserta. Quindi il prezzo è stato ribassato a 519mila euro nella speranza di trovare un acquirente disposto a far rinascere la piramide.

fonte: ilgiorno.it

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