Cecina. Sala del commiato tra caldo e mosche: il degrado segna le ore del dolore.

Lo sdegno si fa strada. Ma serve la distanza di alcuni giorni dal dolore per la morte di un proprio caro per mettere a fuoco il segno lasciato dalle ore trascorse nella sala del commiato del cimitero comunale di Cecina. Alla reazione di Edi Molesti si associano lo squallore di un locale che mostra tutta la sua inadeguatezza allo scopo. “Nessun sistema per garantire che la temperatura resti entro i 18°C, come prevede la normativa. Un’unica porta d’accesso e oltre al gran caldo le mosche“. La scena si è impressa così forte nella sua memoria che ha deciso di fare il possibile per risparmiarla ad altri. “Nel momento del dolore per il lutto non ti metti a fare la guerra. Ma a distanza di giorni credo che ne valga la pena perché speri che possa essere utile ad altri. È irrispettoso trovarsi in una situazione del genere. Avevamo dei parenti che venivano da lontano, ma faceva così caldo che siamo stati costretti a chiudere il feretro prima del tempo. La porta che affaccia sul cimitero è rimasta chiusa a chiave e così non è stato neppure possibile far circolare un po’più di aria nella sala. Il mio è un appello per far sì che altre persone non debbano subire altro oltre al dolore per la perdita di un familiare“.

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