Tempio Crematorio di Civitavecchia. Interruzione del servizio di cremazione.

“Auspichiamo una soluzione del problema sulla base dei dati oggettivi rilevati”

La società Tempio Crematorio Civitavecchia S.r.l. appartenente al Gruppo Altair, titolare della concessione per la progettazione, costruzione e gestione del nuovo impianto di cremazione di Civitavecchia comunica che a far data dal giorno 30 luglio 2019, suo malgrado, interromperà il servizio all’utenza a causa del raggiungimento del numero massimo di cremazioni imposto dalla precedente amministrazione con provvedimento specifico in sede di rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale.
Al Tempio Crematorio sono stati infatti imposti due vincoli fondamentali: un numero massimo di ore di lavorazione al giorno pari a 12 ore e un numero massimo di cremazioni annuo fissato a 2000 operazioni.
Con nota ufficiale trasmessa alcuni giorni addietro e durante un recente incontro in Comune la società ha avuto modo di illustrare alla nuova Amministrazione i dati di emissione rilevati. Si fa presente che il crematorio di Civitavecchia è tra i pochi in Italia dotato di una apparecchiatura di monitoraggio in continuo che rende l’impianto Crematorio un sistema assolutamente trasparente in termini di rispetto dei limiti di concentrazione degli inquinanti: un modello “casa di vetro” in grado di registrare in ogni momento nel corso della sua operatività le performance ambientali.
Nella massima trasparenza si rendono noti i dati ambientali disponibili nel periodo di funzionamento dell’impianto per il 2018 e specificatamente i risultati delle analisi dei controlli eseguiti (Tab.1 allegata) e il calcolo dei flussi di massa dei parametri monitorati (Tab.2 allegata.:
Dall’analisi dei dati sintetizzati si evince non soltanto il pieno rispetto dei limiti, vedi tab.1, ma anche il quantitativo di inquinanti emessi espressi in kg, vedi Tab.2, che danno la reale percezione del funzionamento degli impianti. In sostanza i valori monitorati dei tre parametri principali CO, NOx e Polveri indicano emissioni più basse di quelle autorizzate rispettivamente dell’84%, del 75% e del 99% (84%, 75% e 99%!).
Da ciò ne deriva che i livelli di concentrazione complessivi previsti quale valore assoluto per l’anno lascino ampi margini per soddisfare il fabbisogno riscontrato.
In tal senso si precisa che tutte le attività di analisi e monitoraggio sono state condotte in contraddittorio con ARPA Lazio.

scarica il comunicato stampa ufficiale

 

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