Il fotoreporter che ti sta vicino dal primo all’ultimo giorno.

Se lo incontri non manca mai di regalarti un sorriso, una battuta o un aneddoto su quanto accade a Locarno (perché lui, da sempre, è un cittadino di piazza Grande). Insomma è un uomo che celebra la vita. Ma di mestiere fa anche (vedremo perché diciamo anche) l’impresario di onoranze funebri. E non usate il termine becchino, altrimenti vi correggerà all’istante. «Il becchino sotterra i morti, mentre io accompagno il defunto, ma soprattutto i suoi cari nel difficile momento del distacco».
Un lavoro di certo non facile, quello di Diego Rossi, classe 1958. E un lavoro che lui svolge parallelamente a un’altra attività, che ad alcuni potrebbe apparire diametralmente opposta. È infatti titolare della Mobili Rossi, sempre a Locarno, che si occupa in particolare di articoli per bambini e per la prima infanzia, come culle, lettini, passeggini e così via.

Un dualismo «naturale»

Questo dualismo, che si potrebbe leggere come un ossimoro professionale, non turba però Rossi. «In entrambe le mie attività, il mio compito è quello di seguire, aiutare e consigliare le persone in un momento particolare». Ma come si è avvicinato a queste due professioni? «Si tratta in entrambi i casi di attività di famiglia. L’impresa di onoranze funebri, così come l’emporio di mobili, è stata avviata dal mio bisnonno nella metà dell’Ottocento», spiega il nostro interlocutore. «Io da giovane facevo il fotoreporter per i quotidiani ticinesi. Ma un incidente durante il militare e la contemporanea morte di mio fratello hanno fatto si che dovessi tornare in ditta con mio padre». Ma Diego non si è accontentato, semplicemente, di svolgere un mestiere che, essendo una tradizione di famiglia, già conosceva piuttosto bene. «Ho poi conseguito il diploma di impresario di onoranze funebri. In Ticino ce ne sono solamente sei», sottolinea.

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