Lego Funebre. Mattoncini per costruire tombe, casse da morto e anche le salme.

C’era un tempo in cui la morte era una esperienza comunitaria, condivisa. Quando la salma del caro estinto veniva tranquillamente tenuta in casa, in famiglia, e i bambini erano presenti come tutti gli adulti. La morte non era il terrore che ha assunto come significato oggi, non era cioè la fine di tutto, ma un momento della vita. Era parte della vita. I piccoli prendevano confidenza con questa realtà, non ne venivano allontanati “perché non ci pensassero”.
Oggi che si è cercato in tutti i modi di allontanare dalle esistenze l’idea della morte perché ritenuta inaccettabile, che si cerca di allungare la vita con scoperte scientifiche che sembrano più delle magie, che ci si tira i lembi di pelle per non sembrare mai vecchi, con il risultato di apparire delle specie di zombie, la morte è un incidente di cui dimenticarsi al più presto. Sono state create delle specie di case-albergo, modernissime e  lussuose, dove ogni morto ha la sua cameretta con tanto di elegante salottino dove trovarsi ben lontani dalla salma, che è tenuta dietro una porta. Tante camerette chiuse una all’altra, come a nascondere qualcosa, quando il lutto una volta era qualcosa di condiviso da tutta la comunità, da tutto il paese.
Ma oggi non ci si rivolge la parola tra vicini, figuriamoci se si pensa se quello del piano di sotto è morto. 
Questa mancanza di comunicazione, accettazione e preparazione può rendere il processo di lutto ancora più difficile di quanto non sia già, mentre inciampiamo nella confusione su cosa fare e come provare ad affrontarlo. I bambini, a volte incapaci di cogliere il concetto stesso di morte, possono essere ancora più colpiti dal processo di perdita di una persona cara.
Tuttavia, le loro menti curiose e non giudicanti, non toccate dallo stigma che noi come società abbiamo costruito attorno al problema, offrono l’opportunità per cose come la morte, il dolore, i funerali, la cremazione e tali da essere discussi apertamente e onestamente, e così prepararli meglio per gli eventi nel prosieguo della loro vita.

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