Nuovi spazi per il “caro estinto” Ora il cimitero si può ampliare.

Tre mesi fa, lo scorso aprile, come ultimo atto prima delle elezioni la precedente giunta di Lumezzane aveva raccolto la richiesta dei tecnici di indicare il primo Consiglio comunale utile per affrontare la questione del cimitero unico di Sant’Apollonio e San Sebastiano.
E così è stato nei giorni scorsi quando l’assemblea ha sciolto il nodo delle tombe di famiglia e dei loculi. IL PROBLEMA risale al 2016 quando venne approvato il progetto esecutivo per ampliare il cimitero e accogliere le prenotazioni dei cittadini. Ma l’impresa nel mezzo dei cantieri e sull’area individuata aveva scoperto rocce di scavo e materiali con un livello di contaminazione fuorilegge.
Di conseguenza i lavori, almeno per quanto riguarda tombe e loculi, sono andati incontro a un lungo stop in attesa delle relazioni dell’Arpa e dell’Ats che hanno sollecitato una bonifica. Un intoppo che aveva portato l’amministrazione ad allargare il perimetro del cimitero e a prevedere le nuove edificazioni a ridosso del confine, contravvenendo però alle prescrizioni in materia di fasce di rispetto.
Lo scorso aprile, compreso l’errore, la precedente giunta è tornata sui suoi passi individuando come nuova scelta il reparto speciale posto sulla destra all’ingresso per scongiurare il rischio di dover restituire il doppio degli acconti ricevuti dai cittadini che da tempo aspettano, tanto che uno di loro nel frattempo ha rinunciato.
NELLO SCORSO Consiglio comunale è stata ratificata la decisione di sopprimere il reparto speciale e dedicarlo alle nuove costruzioni per i defunti.
Lo ha annunciato l’assessore all’Urbanistica Lucio Facchinetti anticipando anche la revisione del piano dei cimiteri prevista nel 2020 a dieci anni dall’approvazione.
Un atto che ora permette di disegnare il nuovo progetto e partire a settembre con i lavori: si tratta di 420 metri quadrati destinati a tombe e loculi che prevedono anche un giardino delle rimembranze, mentre le inumazioni saranno trasferite al cimitero di Pieve. «In questo modo risolviamo un problema nato con la precedente amministrazione e che solo in seguito si era accorta dell’errore» ha chiuso il sindaco Josehf Facchini. E la bonifica dell’area inquinata?
Al momento non si parla di tempi né di risorse certe, ma sono stati stanziati a bilancio 600 mila euro.

fonte: bresciaoggi.it

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