Napoli. Tombe inutilizzabili e scheletri abbandonati: lo scandalo da milioni di euro del cimitero.

Santa Maria del Pianto, quartiere Poggioreale, Napoli. È il principale cimitero della città e uno dei più estesi d’Europa. Qui sono sepolti il filosofo Benedetto Croce, il primo presidente della Repubblica Enrico De Nicola, Totò. Ma il cimitero di Poggioreale ha anche un lato oscuro. È il Fondo Zevola. Nel 2006 il Comune deliberò un progetto da 14 milioni di euro per realizzare migliaia di fosse all’aperto, un forno crematorio cittadino e per restaurare vecchie opere. Oggi appare una giungla in piena città. Negli Anni ‘90, prima che approvassero il progetto, la zona era una enorme discarica di rifiuti speciali cimiteriali. Basta scavare di qualche centimetro per trovare stracci di indumenti in cui erano avvolte salme ormai senza nome, pezzi di legno, materiale di risulta, persino amianto. Prima di far nascere questo nuovo cimitero, il terreno su cui sorge non è stato bonificato, anche se andava fatto. Tre milioni di euro sono stati spesi per nulla. Ma questo non è l’unico scandalo del cimitero di Poggioreale. Nei sotterranei di Palazzo Ferdinando, 500 fosse sono state realizzate e mai condonate. Sono state costruite di dimensioni più piccole rispetto alla norma: le bare non riescono ad entrarci. Due feretri, posti l’uno di fronte all’altro come da progetto, non possono essere interrati: manca lo spazio. Costo dell’opera: 230 mila euro. Soldi provenienti dalle casse comunali. Non potrebbero essere utilizzate, eppure c’è chi è stato sepolto e forse dimenticato. Come sono state dimenticate queste ossa di defunti. Lo smaltimento delle ossa umane è un altro problema. In una vecchia sala, adibita in passato a obitorio, sono ammassate in sacchi e vecchie bare. E pare che nessuno pensi più neppure a loro.

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