Vallagarina. Salme rimosse senza avviso. I parenti chiedono i danni.

Lo spazio per il caro estinto, purtroppo, è sempre più ridotto. I cimiteri, d’altro canto, hanno bisogno di terreno e i Comuni sono costretti a ridurre sempre di più il periodo di sepoltura anticipando l’esumazione delle salme per evitare di ampliare il camposanto con costi rilevanti non solo economici, ma anche, appunto, di consumo di aree libere da cementificazione. Di solito, quando l’ente pubblico interviene con pala e corde per rimuovere le bare custodite da tempo nel luogo sacro per consentire ai parenti di pregare per l’anima del defunto avvisa proprio i congiunti, invitandoli ad assistere alla triste, ma necessaria, operazione. In un paese della Vallagarina, però, un classico qui pro quo ha scatenato il finimondo. E i familiari delle buonanime le cui spoglie sono state esumate sono venuti a conoscenza dell’evento solo a intervento ultimato e, ovviamente, archiviato. Chiaro che la mossa del Comune non solo non è piaciuta, ma ha fatto infuriare figli e nipoti che, dopo aver palesato con toni coloriti le proprie rimostranze al sindaco, hanno deciso di chiedere i danni. Non certo materiali, chiaramente, ma morali sicuramente.

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