Palermo. Uccisa e bruciata dal marito: sì alla sepoltura dopo tre anni.

Era giugno 2014 quando a San Giuseppe Jato vennero ritrovati i resti carbonizzati di Maria Concetta Conigliaro, 27 anni, casalinga e mamma di due bambine, la cui scomparsa era stata denunciata a inizio aprile. La donna venne uccisa dal marito Salvatore Maniscalco, condannato a 20 anni per omicidio e distruzione e occultamento di cadavere, con alcuni colpi di un arnese di campagna e poi bruciata. Adesso, a distanza di tre anni e sette mesi dal tragico ritrovamento, i resti della giovane donna vittima di femminicidio potranno essere sepolti. La mamma, dopo avere ottenuto il nulla osta della procura di Palermo, ha chiesto di poter custodire i resti in una bara per poter fare celebrare il funerale. Il Comune di San Giuseppe Jato si farà carico delle spese relative all’acquisto di un loculo nel cimitero del paese. Attualmente i resti sono custoditi in un’urna all’interno della camera mortuaria del cimitero, in attesa di una degna sepoltura.

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