Tifoso morto negli scontri prima di Inter-Napoli: arrestato l’investitore di Belardinelli.

“Ma quello si è gettato sotto…”. Una sola frase. Pronunciata in auto, parlando col proprio avvocato, e non davanti ai pubblici ministeri Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri che lo avevano convocato a Milano nel marzo del 2019 per un interrogatorio.
Fabio Manduca, l’ultrà napoletano alla guida del Renault Kadjar che travolse e uccise Daniele Belardinelli il 26 dicembre 2018, prima di Inter-Napoli, davanti ai magistrati non parlò. Ma quella frase, per gli investigatori è stata un riscontro decisivo.
Una sorta di ammissione, unita alle immagini delle telecamere, alle testimonianze, ai risultati delle perizie: solo l’auto del 39enne Manduca, tra quelle analizzate, avrebbe segni di investimento e schiacciamento. Manduca ha precedenti per furto, ricettazione, commercio di prodotti falsi e truffa.
E la sera degli incidenti aveva a bordo della Renault il fratello del capo dei “Mastiffs”, gruppo ultras tra i più vicini ad ambienti di camorra. Il suv era tra i mezzi arrivati da Napoli in modo autonomo rispetto al resto del tifo organizzato. La Curva nord interista tese un agguato in via Novara.
Manduca è stato arrestato all’alba questa mattina in casa sua a Napoli. L’ordinanza cautelare per omicidio volontario è firmata dal gip Guido Salvini. Agli agenti della Digos non ha detto nulla.
Nella vita è titolare con il fratello di una ditta di Pompe Funebri.

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