Treviso. Concorrenza funebre: Gigi Trevisin chiede i danni al figlio Ivan.

Padre contro figlio. La guerra commerciale delle pompe funebri cittadine è finita in tribunale. Per due volte, sinora, con richieste di chiusura di aziende e risarcimenti milionari. Che Gigi Trevisin, agenzia di onoranze funebri in via Inferiore, attiva dal 1973, non avesse gradito l’apertura dell’agenzia Trevisin del figlio, lungo il Put, era risaputo. Ma la rabbia si è trasformata in una guerra legale senza confini, iniziata con una causa al tribunale delle imprese contro l’impresa del figlio, accusato di concorrenza sleale e cui il giudice avrebbe dovuto intimare la chiusura. Gigi ora riparte al tribunale di Treviso con una causa e chiede un risarcimento danni milionario: chiede a Ivan un indennizzo che quantifica in un danno giornaliero di migliaia di euro per ogni giorno trascorso dall’apertura dell’agenzia concorrente del figlio. A conti fatti, ben sopra il milione. Gigi non si rassegna. Anche se il figlio ha vinto il primo round al tribunale commerciale di Venezia. Il giudice, nei mesi scorsi, aveva infatti stabilito come non sussista la concorrenza sleale da parte dell’erede (respinta la richiesta di papà Gigi di far chiudere l’azienda concorrente), ma ha imposto al figlio di non utilizzare il cellulare impiegato anche nel lavoro, ma già di altro utente. E ha invitato Ivan a modificare il dominio internet aggiungendo Ivan al cognome Trevisin. Un aspetto di denominazione commerciale contestato da Gigi per l’inevitabile sovrapposizione rispetto alla casa…padre. Di qui un ricorso intentato da Ivan, cui Google ha ribadito come non sia possibile utilizzare due siti per la stessa attività, mentre Ivan vorrebbe conservare entrambi, sia il vecchio che il nuovo con il nome Ivan per adempiere alla richiesta del giudice. Ma questo diventa adesso un altro aspetto, tutto digitale, legato alle nuove tecnologie, della causa. Sarà decisivo questo secondo round, in sede civile, con la richiesta del papà Gigi di vedersi i riconosciuti dai giudici i danni che ritiene di aver patito per la sua storica attività in seguito all’apertura dell’agenzia concorrente di famiglia. Ultimo particolare, non trascurabile: Ivan ha aperto la nuova agenzia, ma è sempre socio, non di minoranza, dell’attività paterna. Altro che trasmissione generazionale. Questa causa sarebbe certamente piaciuta a Pirandello.

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