Il congedo per lutto o per grave malattia.

È morto un tuo parente e, ovviamente, non puoi andare a lavorare. Non è solo il dolore che ti morte e non ti consente di concentrarti sull’attività che dovresti quotidianamente svolgere; ci sono purtroppo anche le numerose incombenze burocratiche e amministrative che sorgono in concomitanza di un funerale. Senza poi parlare dei problemi legali collegati all’eredità. Insomma, in questo momento non puoi proprio andare al lavoro e, così, hai intenzione di prendere un permesso per lutto. Tuttavia non sai se esiste davvero un permesso per lutto e se ti spetta per legge o se ti può essere negato dall’azienda; se è retribuito o meno; a chi va richiesto e quanto dura. Ebbene, come spiegheremo meglio all’interno di questo articolo, esiste un congedo per lutto: si tratta di uno dei permessi straordinari previsti dalla legge in caso di decesso di un familiare stretto. La normativa che li regolamenta stabilisce un limite massimo di giorni che possono essere fruiti dal lavoratore per specifiche e serie ragioni come appunto la morte o la grave malattia. Vediamo allora, più nel dettaglio, cosa prevede la legge e quali adempimenti deve compiere il lavoratore per sfruttare tale possibilità.

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