Donare il corpo alla scienza dopo la morte.

Il Senato ha approvato il ddl sulla donazione del corpo post mortem con 220 voti a favore; nella votazione finale c’è stato un unico astenuto. Ora, il provvedimento passerà all’esame della Camera. Ecco quali sono le principali novità del disegno di legge (a prima firma del senatore Pierpaolo Sileri).
Il ministro della Salute dovrà promuovere iniziative dirette ad informare i cittadini sulla manifestazione del consenso per la donazione del proprio corpo post mortem. Le regioni e le Asl illustreranno i contenuti della legge ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, ai medici delle strutture sanitarie pubbliche e private. Il provvedimento approvato è composto da nove articoli; le norme specificano che l’uso della salma è finalizzato allo studio, alla formazione e alla ricerca scientifica del corpo umano e dei tessuti di persone di cui sia stata accertata la morte secondo le forme indicate dalla legge. Secondo l’articolo 6, la donazione del corpo e dei tessuti post mortem non può avere fini di lucro.
Per la donazione dell’intero cadavere è sufficiente la manifestazione della volontà del donatore in sede testamentaria e l’assenza della necessità di autopsia sul corpo. Per i minori, il consenso potrà essere espresso nelle medesime forme da entrambi i genitori.
Le spese previste per il trasporto della salma, dal decesso fino alla restituzione, comprese quelle della tumulazione o dell’eventuale cremazione saranno sostenute, entro il tetto massimo indicato nell’articolo 8, dalle istituzioni in cui hanno sede i centri di riferimento che hanno utilizzato la salma. L’articolo 5 determina le modalità e i tempi di restituzione della salma: i centri di riferimento dovranno restituirla alla famiglia, in condizioni dignitose, entro due anni dalla data della consegna.

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