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Catania. Il cimitero per gli animali frenato dalla burocrazia.

Un sacco di plastica, una zappa, una passeggiata sull’Etna, un terreno incolto e, al limite, un “segno” per riconoscere la sepoltura. Così finisce la stragrande maggioranza degli animali d’affezione quando muoiono, seppelliti abusivamente dalle mani pietose dei padroni (quando non vengono buttati direttamente in un cassonetto). E questo perché a Catania, come in tante altre città d’Italia, non esiste un cimitero per gli animali d’affezione nonostante la legge regionale del 2000 lo preveda. Cani, gatti, canarini, tartarughe, criceti e tutto il variegato mondo degli animali “casalinghi” rientrano ancora oggi tra i rifiuti speciali e, al massimo, per i padroni più illuminati, concludono la loro esistenza terrena nell’inceneritore di Misterbianco.

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