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La pena di morte costa: meno esecuzioni per un “ravvedimento di coscienza”, ma anche per i bilanci.

Biasimati per il fatto di essere uno dei pochi Paesi avanzati che ancora applicano la pena di morte, gli Stati Uniti si stanno progressivamente allontanando da questa pratica brutale: da quando le condanne capitali sono state ripristinate, nel 1976, le esecuzioni negli Usa sono state 1.430. Ma, nonostante la pena di morte sia ancora legale in 32 Stati dell’Unione, quelli che la usano davvero sono rimasti solo sei. Il numero delle esecuzioni continua a calare. L’anno scorso sono state solo 28, quasi per metà in Texas. Seguono il Missouri con 6 e la Georgia con 5. Ma anche qui le cose stanno cambiando: se il Texas insiste nella sua politica, il Missouri è passato dalle 10 esecuzioni del 2014 alle 6 del 2015 mentre nei primi tre mesi del 2016 la porta della “camera della morte” non è stata ancora mai aperta. Un peso rilevante, come accade spesso nell’America patria del pragmatismo oltre che della democrazia, lo stanno avendo considerazioni pratiche e di tipo economico: la crescente difficoltà di effettuare le esecuzioni con sieri mortali di sicura efficacia, ma anche gli enormi costi di tutto il processo.

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