Da dicembre lasciati in obitorio, tre anziani di Treviso sepolti dopo 6 mesi.

Sono rimasti sei mesi in obitorio, al Ca’ Foncello. Morti a dicembre, hanno avuto sepoltura – e funerale cristiano – solo a giugno.
Se è vero che si muore in solitudine, il rischio è quello di restare ancor più soli – ancor peggio dimenticati dal mondo – in una cella dell’obitorio. “Vivi” soltanto negli atti di un iter burocratico preciso, quello dei morti non reclamati da alcun congiunto , che impone agli uffici di Stato civile e Anagrafe ricerche che vanno da Treviso ai cinque continenti.
Alla fine, dopo sei mesi nella celle frigo del Ca’ Foncello, i tre anziani sono stati sepolti dalla giunta Conte, che ha stanziato i fondi dal tesoretto appositamente accantonato da ogni amministrazione per vicende di questo tipo, che sembrano destinate ad aumentare.
Erano anziani, che hanno solo parenti con cui i rapporti si erano interrotti da tempo; o che hanno congiunti emigrati decenni fa verso altri continenti, magri già deceduti a loro volta, con nipoti da rintracciare; o addirittura senza alcun parente, rimasti soli. E nemmeno amici più pii pronti a farsi carico dell’estremo saluto.

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