Francavilla Fontana. Morte solitaria, ai funerali solo il parroco e il personale delle pompe funebri.

Sono stati proprio i titolari dell’impresa funebre Nitof di Carovigno, i fratelli Giancarlo e Daniele De Cillis, a evitare che l’uomo, un oritano di più di 70 anni, deceduto da un paio di giorni nel reparto di Nefrologia dell’ospedale Dario Camberlingo di Francavilla Fontana, venisse seppellito in perfetta solitudine, come nessuno meriterebbe. L’uomo non aveva nessuno al mondo, a parte un avvocato che gli faceva da tutore legale: ospitato in una casa di riposo del suo paese, l’anziano era stato ricoverato in ospedale per seri problemi ai reni che, peggiorando, lo hanno portato alla morte. A questo punto, il tutore ha chiamato l’agenzia di pompe funebri De Cillis, chiedendo che si occupasse della sepoltura. A norma di legge, l’uomo sarebbe dovuto essere sepolto senza alcun tipo di cerimonia o di funzione: gli operatori si sarebbero dovuti limitare a preparare la salma, a metterla in una bara e a portala al cimitero, dove sarebbe stata sepolta. I fratelli De Cillis, però, non se la sono sentita di lasciare andare così l’anziano, senza uno straccio di saluto: di loro iniziativa, hanno contattato il parroco di San Lorenzo, don Salvatore Rubino, al quale hanno chiesto per il defunto una piccola benedizione. Il sacerdote si è rifiutato di limitarsi a spargere solo un po’ d’acqua santa sulla bara, dando la piena disponibilità alla celebrazione di un funerale con tutti i crismi.

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