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Questo “Grazie!” lo diciamo noi.

Inizia oggi una nuova, travagliata settimana in cui tutti ci dovremo confrontare con l’emergenza epidemiologica legata alla diffusione del Covid-19.
Tante sono le categorie professionali chiamate a straordinari sacrifici, a volte purtroppo anche estremi, e a tutte loro va il commosso ringraziamento della società civile.
Istituzioni e mezzi di comunicazione sottolineano costantemente l’operato di medici, infermieri, volontari, forze dell’ordine, addetti alla produzione, al trasporto e al commercio di beni ritenuti essenziali per la collettività: poche e rare parole, in verità, abbiamo sentito spendere, anche da parte delle massime Autorità dello Stato, nei confronti di quanti, oggi più che mai, continuano a svolgere la fondamentale funzione sociale, oltre che sanitaria, alla quale sono da sempre chiamati.
Mi riferisco ovviamente agli Operatori Funerari che in tutto il Paese, e in particolare nelle zone maggiormente colpite dalla pandemia, continuano a dimostrare enormi doti di professionalità, di umanità, di spirito di sacrificio.
Mi occupo professionalmente del settore funerario da più di vent’anni. Conosco personalmente tantissimi Operatori, molti dei quali sono diventati Amici dopo aver trascorso insieme un pezzo di vita. Quindi non sono assolutamente stupito nell’aver riscontrato come, in questo delicato frangente, abbiano ancora una volta dimostrato il loro valore e le loro capacità.
È sotto gli occhi di tutti il lavoro immane che stanno svolgendo, sette giorni la settimana per 24 ore su 24, assistendo le famiglie che hanno perso una persona cara e mettendo a loro disposizione ogni strumento utile a gestire il lutto nel miglior modo possibile nonostante le limitazioni.
Così come è sotto gli occhi di tutti il rischio di essere contaminati dal virus, loro e le persone che stanno loro vicine, intervenendo ovunque sia richiesta la loro presenza.
In questi giorni mi sono personalmente occupato di reperire ulteriori Dispositivi di Protezione Individuale per quegli Operatori che stanno gradualmente esaurendo le proprie scorte. Nessuno vuole regalato alcunché, ma alle Istituzioni abbiamo chiesto soltanto di non trovare ostacoli e di avere, se possibile, un canale distributivo dedicato. La Protezione Civile afferma di non poter intervenire perché impegnata a fornire i presidi esclusivamente alle strutture sanitarie. Che ciascuno si aiuti come può!
Per il resto silenzio! Lo stesso silenzio che ci ha impedito di ascoltare, fra i tanti ringraziamenti manifestati in questo periodo, una parola esplicita di gratitudine per un comparto che purtroppo ha iniziato a contare, al suo interno, i primi morti.
Allora questo “Grazie!” lo diciamo noi, a nome dell’opinione pubblica, assicurando la nostra presenza e il nostro supporto ovunque sia possibile.
E che Dio ci aiuti!

Carmelo Pezzino
Direttore TGFuneral24

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