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Addio a Antonio Paolucci, uno dei più grandi studiosi dell’arte nella storia.

Antonio Paolucci, figura di spicco nell’ambito della storia dell’arte, è deceduto a Firenze. Il suo percorso professionale è stato notevole, fungendo da sovrintendente del polo museale fiorentino, ex ministro per i Beni culturali durante il governo Dini, e direttore dei Musei Vaticani. Originario di Rimini, Paolucci è nato il 19 settembre 1939, diventando allievo di Roberto Longhi e un membro dell’amministrazione dei Beni culturali dal 1969.

La sua carriera si è sviluppata in diverse città italiane, ricoprendo ruoli chiave a Venezia, Verona, Mantova, e dirigendo l’Opificio delle Pietre Dure a Firenze. Nel 1988 è stato nominato sovrintendente ai beni artistici e storici di Firenze, Prato e Pistoia, occupandosi nel 1993 dei danni causati dall’attentato dei Georgofili alla Galleria degli Uffizi. Paolucci ha svolto il ruolo di ministro per i Beni culturali dal 1995 al 1996 nel governo di Lamberto Dini.

Nel corso degli anni, ha assunto incarichi di grande responsabilità, diventando sovrintendente del Polo museale fiorentino nel 2002 e direttore regionale per i beni storici, artistici e paesaggistici della Toscana nel 2004. Ha guidato il restauro della basilica di San Francesco ad Assisi dopo il terremoto del 1997 e ha presieduto commissioni per importanti progetti di ricostruzione, come quello della Basilica di San Benedetto da Norcia nel 2018.

Le sue numerose responsabilità includono la presidenza di una commissione tecnico-scientifica per il progetto di risistemazione della piazza Duca Federico a Urbino nel 2008. Nel 2018 è stato nominato presidente della Commissione di indirizzo per il concorso di progettazione internazionale per la ricostruzione della Basilica di San Benedetto da Norcia, danneggiata dal terremoto del 2016. Paolucci è stato anche presidente del comitato scientifico per le mostre d’arte nelle Scuderie del Quirinale e vicepresidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali.

Le reazioni alla sua scomparsa sono state eloquenti, con il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha descritto Paolucci come “un uomo di cultura appassionato e rigoroso”. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha sottolineato la perdita di una figura autorevole, mentre il direttore degli Uffizi, Simone Verde, ha annunciato che l’Auditorium del museo porterà il nome di Paolucci in onore della sua eredità intellettuale di ispirazione scientifica.

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