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Addio Massimo Vincenzi, genio e sregolatezza del giornalismo.

Se ne è andato il nostro amico Massimo. A 48 anni, per una brutta polmonite, Massimo Vincenzi è morto all’ospedale Santo Spirito di Roma. Una vita troppo breve, vissuta tutta di corsa a perdifiato. Con un grande amore, il giornalismo, e tante passioni: il teatro, la letteratura, il cinema, la musica, il jazz soprattutto, e poi ovviamente lo sport, che per Massimo era anche specchio della vita stessa.
Alla Stampa era arrivato come vicedirettore quattro anni fa, chiamato da Maurizio Molinari, e tra noi c’era stata sempre complicità, anche perché entrambi eravamo “quelli di Repubblica”. Nel giornale allora diretto da Ezio Mauro, Vincenzi era stato una colonna. Come si dice nel gergo delle redazioni, un vero “culo di pietra”, il caporedattore centrale che è il primo ad arrivare la mattina e l’ultimo a uscire. Quando ancora era la norma tornare a casa a mezzanotte.

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