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I dati Istat sulla mortalità 2019.

È stato reso pubblico il bilancio demografico nazionale 2019. I decessi ammontano a 634.432 unità (+1.300 rispetto al 2018). L’aumento si registra in quasi tutte le ripartizioni, con un incremento più consistente nelle Isole (+1,7%); solo il Nord-Ovest registra una lieve diminuzione (-0,7%). Coinvolge maggiormente le donne (52,1%), con un rapporto di 108,9 ogni 100 uomini, e solo l’1,2% riguarda cittadini stranieri. Il tasso di mortalità è pari a 10,5 per mille: varia da un minimo di 8,4 nella provincia autonoma di Bolzano a un massimo di 13,8 in Liguria. In una popolazione caratterizzata da un accentuato invecchiamento demografico come quella italiana, la tendenza all’aumento dei decessi è in parte strutturale e può essere perturbata dall’azione di eventi congiunturali (condizioni climatiche particolarmente avverse o favorevoli, maggiori o minori virulenze delle epidemie influenzali stagionali) che possono influire sull’andamento mensile del fenomeno. La stagionalità dei decessi nel 2019 non presenta particolari criticità rispetto ai quattro anni precedenti. Il calendario mette in evidenza che nel trimestre febbraio-aprile 2019 si sono registrati il 26,5% dei decessi avvenuti nel corso dell’anno, percentuali in linea con la media del 2015-2018. Anche l’analisi dell’ultimo trimestre 2019, periodo dell’anno in cui si possono ravvisare i primi effetti legati al clima rigido o a patologie stagionali, mostra livelli di mortalità generalmente in linea con la media ottobre-dicembre 2015-2018 (2,5 per mille).
Questa, in generale, l’evoluzione della popolazione. Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.244.639 unità, quasi 189 mila in meno rispetto all’inizio dell’anno (-0,3%). Rispetto alla stessa data del 2014 diminuisce di 551 mila unità, confermando la persistenza del declino demografico che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni. Il calo di popolazione residente è dovuto ai cittadini italiani, che al 31 dicembre ammontano a 54 milioni 938 mila unità, 236 mila in meno rispetto all’inizio dell’anno (-0,4%) e circa 844 mila in meno in cinque anni. Nello stesso periodo, al contrario, la popolazione residente di cittadinanza straniera è aumentata di oltre 292 mila unità attenuando in tal modo la flessione del dato complessivo. Il ritmo di incremento della popolazione straniera si va tuttavia affievolendo. Al 31 dicembre 2019 sono 5.306.548 i cittadini stranieri iscritti in anagrafe, l’8,8% del totale della popolazione residente, con un aumento, rispetto all’inizio dell’anno, di sole 47 mila unità (+0,9%).

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