Verona. Celle mortuarie e concussione. Il Presidente di Agec: “Non dismettiamo”.

Come fatto dai suoi quattro colleghi, anche il quinto arrestato ha fatto scena muta davanti al giudice per le indagini preliminari che si occupa del presunto racket scoperto alle celle mortuarie dell’ospedale Borgo Roma. L’accusa a carico dei cinque cellisti è di associazione a delinquere finalizzata alla concussione e secondo gli elementi in mano alla pubblica accusa, i cinque accusati avrebbero chiesto somme in denaro alle imprese funebri per il servizio di ricomposizione dei defunti. In pratica, se le onoranze funebri non pagavano, i morti uscivano dalle celle mortuarie in condizioni non presentabili. Tra le imprese che hanno denunciato il fatto ci sono le Onoranze Funebri di Agec, che non pagava gli extra illegali ai cellisti. Questo potrebbe spiegare anche il calo di clienti subito, poiché la ricomposizione dei defunti non veniva svolta come si deve, ma pare anche perché gli stessi cellisti parlavano con i parenti dei defunti e sconsigliavano di rivolgersi ad Agec.

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