Un episodio vergognoso e intollerabile!

Quanto accaduto a Piossasco, con il coinvolgimento di un impresario funebre che è stato anche presidente della Croce Rossa locale, è davvero sconcertante! Il giorno che qualcuno si occuperà del macabro conflitto d’interesse operante nel comparto funebre sarà sempre troppo tardi. Anifa da anni denuncia la circostanza che tollerare queste macabre consuetudini può, nei casi più estremi, portare ad una restrizione sostanziale del diritto costituzionale alla salute. Una società sana ed evoluta espellerebbe automaticamente certi fenomeni: il fatto che questo in Italia non accada dovrebbe allarmare molto. Troviamo raccapricciante che l’opinione pubblica riesca ad ingoiare ogni notizia senza mai approfondire. Anifa disconosce come imprenditori funebri tutti i soggetti che abbiano velleità nel mondo del volontariato sanitario: da un punto di vista etico e morale è necessario che l’operatore funerario sappia essere al di sopra di ogni sospetto in quanto agisce in un mercato particolare nel quale la famiglia dolente deve essere tutelata da ogni tentativo di condizionamento.

Paolo Rullo – Segretario Generale Anifa

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