Tafefobia: il dottor Smith e la paura di essere sepolto vivo, la sua inquietante tomba in Vermont.

Tafefobia: la paura di essere sepolti vivi. In un angolo remoto dell’Evergreen Cemetery di West River, nel sud del Vermont, si trova una delle tombe più inquietanti e affascinanti d’America. Appartiene al dottor Timothy Clark Smith, un uomo perseguitato per tutta la vita da una paura tanto rara quanto angosciante: la tafefobia, ovvero il terrore di essere sepolto vivo.
Una tomba progettata per sopravvivere
Il dottor Smith non era un uomo qualunque. Medico, insegnante e diplomatico, visse tra il XIX e l’inizio del XX secolo, in un’epoca in cui le tecniche di diagnosi della morte non erano sempre affidabili. Il pensiero di risvegliarsi intrappolato in una bara lo tormentava al punto da prendere precauzioni straordinarie.
La sua tomba è unica nel suo genere. Fu costruita con una finestra in vetro temperato direttamente sopra il volto, in modo che chiunque potesse guardare all’interno per verificarne lo stato. Ma non finisce qui.
Smith fece installare anche fori di ventilazione per permettere la respirazione in caso si fosse risvegliato sottoterra. E, nel dubbio, pensò anche a un dispositivo collegato a un campanello, con cui avrebbe potuto chiedere aiuto. Secondo la leggenda, fu anche sepolto con un martello e uno scalpello, per tentare un’estrema fuga autonoma, qualora fosse stato necessario.
Tafefobia: una morte da brividi
29 ottobre 1893, Vermont. Timothy Smith morì proprio nel giorno più spettrale dell’anno: Halloween del 1893. Ironia della sorte, non suonò mai la campanella, e nessun segno di vita emerse dalla sua inquietante finestra.
Oggi, chi visita il cimitero Evergreen può ancora vedere quella strana apertura nel terreno, ormai opaca con il tempo e l’umidità, ma sempre fonte di curiosità e brividi per gli appassionati di storia e misteri.
Una leggenda che resiste al tempo
La tomba del dottor Smith è diventata una meta di pellegrinaggio per amanti del paranormale, storici locali e semplici curiosi. Simbolo di un’epoca in cui la paura della sepoltura prematura era tutt’altro che infondata, rappresenta ancora oggi un monito suggestivo: cosa faremmo noi, se ci trovassimo davvero in quella situazione?
LPP
Tafefobia: la paura di essere sepolti vivi. In un angolo remoto dell’Evergreen Cemetery di West River, nel sud del Vermont, si trova una delle tombe più inquietanti e affascinanti d’America. Appartiene al dottor Timothy Clark Smith, un uomo perseguitato per tutta la vita da una paura tanto rara quanto angosciante: la tafefobia, ovvero il terrore di essere sepolto vivo.
Una tomba progettata per sopravvivere
Il dottor Smith non era un uomo qualunque. Medico, insegnante e diplomatico, visse tra il XIX e l’inizio del XX secolo, in un’epoca in cui le tecniche di diagnosi della morte non erano sempre affidabili. Il pensiero di risvegliarsi intrappolato in una bara lo tormentava al punto da prendere precauzioni straordinarie.
La sua tomba è unica nel suo genere. Fu costruita con una finestra in vetro temperato direttamente sopra il volto, in modo che chiunque potesse guardare all’interno per verificarne lo stato. Ma non finisce qui.
Smith fece installare anche fori di ventilazione per permettere la respirazione in caso si fosse risvegliato sottoterra. E, nel dubbio, pensò anche a un dispositivo collegato a un campanello, con cui avrebbe potuto chiedere aiuto. Secondo la leggenda, fu anche sepolto con un martello e uno scalpello, per tentare un’estrema fuga autonoma, qualora fosse stato necessario.
Tafefobia: una morte da brividi
29 ottobre 1893, Vermont. Timothy Smith morì proprio nel giorno più spettrale dell’anno: Halloween del 1893. Ironia della sorte, non suonò mai la campanella, e nessun segno di vita emerse dalla sua inquietante finestra.
Oggi, chi visita il cimitero Evergreen può ancora vedere quella strana apertura nel terreno, ormai opaca con il tempo e l’umidità, ma sempre fonte di curiosità e brividi per gli appassionati di storia e misteri.
Una leggenda che resiste al tempo
La tomba del dottor Smith è diventata una meta di pellegrinaggio per amanti del paranormale, storici locali e semplici curiosi. Simbolo di un’epoca in cui la paura della sepoltura prematura era tutt’altro che infondata, rappresenta ancora oggi un monito suggestivo: cosa faremmo noi, se ci trovassimo davvero in quella situazione?
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