Castellammare di Stabia. Lo stato di abbandono del cimitero.

19 Settembre 2021 - 04:12--Botta e risposta, Cimiteri-

La nostra storia sembrerà incredibile a tutti coloro che per anni hanno avuto cura dei loro parenti defunti sepolti negli appezzamenti dei nostri cimiteri. Da qualche anno, all’inizio quasi furtivamente, veniva annullato il corteo dei dolenti dalla Chiesa al Cimitero per consentire alle imprese per le onoranze funebri di trasportare il defunto al crematorio dove, in un’atmosfera rarefatta, i parenti attendevano per ricevere l’urna con le ceneri da sistemare nella nicchia di famiglia.
Ora la cremazione viene comunicata nel manifesto che dà notizia dell’exitus. Nei cimiteri sono ormai poche le tombe e fra qualche anno i cipressi rimarranno a fare da sentinelle alle aiuole. I custodi e gli altri addetti alla cura dei cimiteri, consapevoli della delicatezza del compito che è stato loro affidato, hanno cura del luogo e rispetto degli ospiti. La certezza che c’è chi si cura del cimitero dove riposano i propri cari, consente a chi, per motivi di lavoro, di studio, di salute, non può portare loro i fiori ed accendere una luce, di non sentirsi colpevole per le visite non fatte.
Tuttavia il Cimitero di Castellammare di Stabia è diventato l’immagine dell’incuria più assoluta, della sciatteria, dell’abbandono. Tra quelle tombe abbandonate, trasformate in mini discariche, vi sono le piccole tombe di bambini. Temo che legalizzando l’aborto abbiamo smarrito la pietas, quel sentimento che ci spinge a stare accanto alle persone che hanno subito una perdita per tentare di confortarle. Ignoro se quelle tombe hanno accolto bambini mai nati o bambini nati vivi ma non vitali o bambini morti prematuramente. Ma lo stato dei luoghi evidenzia un’indifferenza verso chi è stato privato della vita. Sarebbe opportuno selezionare con cura gli addetti alla custodia dei cimiteri ed inviare una squadra di operatori ecologici ed una di giardinieri per rendere quel luogo degno della città di Castellammare di Stabia. I morti non possono scioperare, non urlano, non chiedono, ma i vivi potrebbero farlo in loro vece!

Francesca Lauro

fonte: positanonews.it

 

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La nostra storia sembrerà incredibile a tutti coloro che per anni hanno avuto cura dei loro parenti defunti sepolti negli appezzamenti dei nostri cimiteri. Da qualche anno, all’inizio quasi furtivamente, veniva annullato il corteo dei dolenti dalla Chiesa al Cimitero per consentire alle imprese per le onoranze funebri di trasportare il defunto al crematorio dove, in un’atmosfera rarefatta, i parenti attendevano per ricevere l’urna con le ceneri da sistemare nella nicchia di famiglia.
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Tuttavia il Cimitero di Castellammare di Stabia è diventato l’immagine dell’incuria più assoluta, della sciatteria, dell’abbandono. Tra quelle tombe abbandonate, trasformate in mini discariche, vi sono le piccole tombe di bambini. Temo che legalizzando l’aborto abbiamo smarrito la pietas, quel sentimento che ci spinge a stare accanto alle persone che hanno subito una perdita per tentare di confortarle. Ignoro se quelle tombe hanno accolto bambini mai nati o bambini nati vivi ma non vitali o bambini morti prematuramente. Ma lo stato dei luoghi evidenzia un’indifferenza verso chi è stato privato della vita. Sarebbe opportuno selezionare con cura gli addetti alla custodia dei cimiteri ed inviare una squadra di operatori ecologici ed una di giardinieri per rendere quel luogo degno della città di Castellammare di Stabia. I morti non possono scioperare, non urlano, non chiedono, ma i vivi potrebbero farlo in loro vece!

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