31 marzo 2018. Muore Luigi De Filippo, l’ultimo erede di una dinastia teatrale leggendaria.

Il 31 marzo 2018 si spegneva a Roma Luigi De Filippo, ultimo grande rappresentante di una delle famiglie più importanti e amate della tradizione teatrale italiana. Figlio di Peppino De Filippo e dell’attrice Adele Carloni, Luigi nacque a Napoli il 10 agosto 1930 in un contesto di povertà materiale, ma di immensa ricchezza culturale. La sua venuta al mondo fu accompagnata da parole profetiche: l’ostetrica, consapevole delle difficoltà economiche della giovane coppia, rassicurò Peppino dicendogli che quel bambino avrebbe portato fortuna. Aveva ragione. Solo tre anni dopo, nel 1933, iniziavano gli anni d’oro di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo: il teatro italiano stava per essere rivoluzionato.
Una vita tra palcoscenico e passione
Luigi cresce respirando teatro. Non poteva essere altrimenti. A soli 19 anni scrive e interpreta una rivista teatrale, Questa sera alle nove, al Teatro Valle di Roma, insieme ai compagni di liceo. È un successo clamoroso. Ma è nel 1951 che debutta ufficialmente nella compagnia del padre e nel capolavoro dello zio Eduardo Filumena Marturano, mostrando subito talento e carisma. Da quel momento, il palcoscenico diventa la sua casa: calca le scene in tutta Italia e nel mondo, da Parigi a Londra, da Varsavia all’America Latina, portando la tradizione partenopea a confrontarsi con il pubblico internazionale.
Drammaturgo e custode della napoletanità
Nel 1973, al Teatro Parioli di Roma, debutta con la prima commedia interamente scritta da lui, Storia strana su una terrazza napoletana, in scena con Peppino. È l’inizio della sua vera maturità artistica. Nel 1978 fonda una compagnia tutta sua, firmando e portando in scena testi originali che mischiano ironia, malinconia e profonda umanità. Tra i più noti ricordiamo La commedia de re buffone e del buffone re, Buffo napoletano, Come e perché crollò il Colosseo, La fortuna di nascere a Napoli. Opere che parlano di Napoli e del suo spirito eterno, attraverso un linguaggio teatrale autentico e coinvolgente.
Nel 1989 conquista il pubblico con una versione in lingua napoletana del Malato immaginario di Molière, vincendo il Biglietto d’oro Agis come campione d’incassi. Un successo replicato anche l’anno successivo. Il teatro non era solo mestiere per lui, ma vocazione e missione.
Promotore di giovani talenti e autore poliedrico
Negli anni Duemila Luigi De Filippo non smette di sognare e far sognare. Diventa direttore artistico del Teatro delle Muse di Roma e, nel 1999, fonda con la moglie Laura Tibaldi la compagnia I due della città del sole, con l’obiettivo di promuovere il teatro napoletano e sostenere giovani attori e autori emergenti. Scrive anche per la televisione – tra i suoi testi ricordiamo Peppino al balcone e P come Peppino – e pubblica diversi libri, tra cui Pulcinella amore mio!, Il segreto di Pulcinella e De Filippo & De Filippo, un omaggio alla sua illustre famiglia.
La sua carriera cinematografica conta circa cinquanta film, sceneggiati televisivi e commedie dirette per la Rai, mentre il suo contributo al panorama artistico nazionale viene riconosciuto ufficialmente nel 2005, quando il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nomina Grande Ufficiale della Repubblica Italiana per meriti artistici.
L’ultimo dei De Filippo
Luigi De Filippo è stato l’ultimo vero custode di un’eredità culturale che ha attraversato il Novecento, lasciando un’impronta indelebile nel cuore degli italiani. Con la sua scomparsa si è chiuso un cerchio straordinario, ma il suo ricordo continua a vivere nei teatri, nei testi, nei volti dei giovani artisti che ha formato, nelle risate e nelle lacrime del suo pubblico.
LPP
Il 31 marzo 2018 si spegneva a Roma Luigi De Filippo, ultimo grande rappresentante di una delle famiglie più importanti e amate della tradizione teatrale italiana. Figlio di Peppino De Filippo e dell’attrice Adele Carloni, Luigi nacque a Napoli il 10 agosto 1930 in un contesto di povertà materiale, ma di immensa ricchezza culturale. La sua venuta al mondo fu accompagnata da parole profetiche: l’ostetrica, consapevole delle difficoltà economiche della giovane coppia, rassicurò Peppino dicendogli che quel bambino avrebbe portato fortuna. Aveva ragione. Solo tre anni dopo, nel 1933, iniziavano gli anni d’oro di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo: il teatro italiano stava per essere rivoluzionato.
Una vita tra palcoscenico e passione
Luigi cresce respirando teatro. Non poteva essere altrimenti. A soli 19 anni scrive e interpreta una rivista teatrale, Questa sera alle nove, al Teatro Valle di Roma, insieme ai compagni di liceo. È un successo clamoroso. Ma è nel 1951 che debutta ufficialmente nella compagnia del padre e nel capolavoro dello zio Eduardo Filumena Marturano, mostrando subito talento e carisma. Da quel momento, il palcoscenico diventa la sua casa: calca le scene in tutta Italia e nel mondo, da Parigi a Londra, da Varsavia all’America Latina, portando la tradizione partenopea a confrontarsi con il pubblico internazionale.
Drammaturgo e custode della napoletanità
Nel 1973, al Teatro Parioli di Roma, debutta con la prima commedia interamente scritta da lui, Storia strana su una terrazza napoletana, in scena con Peppino. È l’inizio della sua vera maturità artistica. Nel 1978 fonda una compagnia tutta sua, firmando e portando in scena testi originali che mischiano ironia, malinconia e profonda umanità. Tra i più noti ricordiamo La commedia de re buffone e del buffone re, Buffo napoletano, Come e perché crollò il Colosseo, La fortuna di nascere a Napoli. Opere che parlano di Napoli e del suo spirito eterno, attraverso un linguaggio teatrale autentico e coinvolgente.
Nel 1989 conquista il pubblico con una versione in lingua napoletana del Malato immaginario di Molière, vincendo il Biglietto d’oro Agis come campione d’incassi. Un successo replicato anche l’anno successivo. Il teatro non era solo mestiere per lui, ma vocazione e missione.
Promotore di giovani talenti e autore poliedrico
Negli anni Duemila Luigi De Filippo non smette di sognare e far sognare. Diventa direttore artistico del Teatro delle Muse di Roma e, nel 1999, fonda con la moglie Laura Tibaldi la compagnia I due della città del sole, con l’obiettivo di promuovere il teatro napoletano e sostenere giovani attori e autori emergenti. Scrive anche per la televisione – tra i suoi testi ricordiamo Peppino al balcone e P come Peppino – e pubblica diversi libri, tra cui Pulcinella amore mio!, Il segreto di Pulcinella e De Filippo & De Filippo, un omaggio alla sua illustre famiglia.
La sua carriera cinematografica conta circa cinquanta film, sceneggiati televisivi e commedie dirette per la Rai, mentre il suo contributo al panorama artistico nazionale viene riconosciuto ufficialmente nel 2005, quando il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nomina Grande Ufficiale della Repubblica Italiana per meriti artistici.
L’ultimo dei De Filippo
Luigi De Filippo è stato l’ultimo vero custode di un’eredità culturale che ha attraversato il Novecento, lasciando un’impronta indelebile nel cuore degli italiani. Con la sua scomparsa si è chiuso un cerchio straordinario, ma il suo ricordo continua a vivere nei teatri, nei testi, nei volti dei giovani artisti che ha formato, nelle risate e nelle lacrime del suo pubblico.
LPP