30 marzo 2016. Muore Gianmaria Testa, chansonnier piemontese.

Gianmaria Testa nasce il 17 ottobre 1958 a Cavallermaggiore, in provincia di Cuneo.
Cresce in una famiglia di agricoltori, dove il canto è parte della vita quotidiana.
Inizia a studiare musica da autodidatta, scegliendo la chitarra come compagna di viaggio.
Per anni lavora come ferroviere, capostazione e poi coordinatore del traffico a Cuneo, senza mai abbandonare la musica.
L’esordio in Francia e il primo successo
Nel 1993 e 1994 vince due volte il Premio Recanati, oggi Musicultura.
Nicole Courtois, produttrice francese, ne intuisce il talento e lo porta Oltralpe.
Nel 1995 esce Montgolfières, il primo album, che conquista il pubblico francese.
Segue Extra-Muros nel 1996, e con esso la consacrazione internazionale.
Testa si esibisce all’Olympia di Parigi e nei teatri di tutta Europa, da Lisbona a Québec.
Il ritorno in Italia e il riconoscimento nazionale
Nel 1999 pubblica Lampo, un disco raffinato tra jazz e chanson.
Con Il valzer di un giorno (2000) conquista anche il pubblico italiano.
Segue una tournée di successo e vendite che superano le 200.000 copie.
Il suo stile è intimo e intenso, ricco di poesia e influenze folk, jazz e sudamericane.
Collabora con artisti come Enrico Rava, Paolo Fresu, Rita Marcotulli, Erri De Luca, Marco Paolini e Giuseppe Battiston.
La poetica delle migrazioni e l’impegno civile
Nel 2006 pubblica Da questa parte del mare, un concept album dedicato ai migranti.
Il disco riceve la Targa Tenco come miglior album e il Premio Lunezia per la qualità letteraria.
È un viaggio delicato tra umanità e dignità, senza retorica né forzature.
Da questo lavoro nasce anche un libro omonimo e uno spettacolo teatrale con Giuseppe Cederna.
Libri, spettacoli e la voce dell’essenziale
Testa affianca alla musica l’attività editoriale con racconti e filastrocche per bambini:
Ninna nanna dei sogni, 20 mila leghe (in fondo al mare) e Biancaluna.
Con Men at work (2013), disco live, celebra vent’anni di carriera e oltre 4000 concerti.
Nel 2011 debutta a teatro con 18 mila giorni – Il pitone, uno spettacolo sul lavoro, e successivamente Italy, sulle migrazioni.
Nel 2015 pubblica l’ultimo album in vita, Vitamia, un bilancio personale e artistico.
La morte e l’eredità di Gianmaria Testa
Gianmaria Testa muore il 30 marzo 2016 ad Alba, a 57 anni, per un tumore annunciato l’anno prima.
“Se n’è andato senza fare rumore”, si legge sulla sua pagina Facebook.
Nel 2016 esce postumo il libro Da questa parte del mare (Einaudi), con prefazione di Erri De Luca.
Nel 2019 viene pubblicato Prezioso, raccolta di inediti curata dalla moglie Paola Farinetti.
On se reverra, VP
Gianmaria Testa nasce il 17 ottobre 1958 a Cavallermaggiore, in provincia di Cuneo.
Cresce in una famiglia di agricoltori, dove il canto è parte della vita quotidiana.
Inizia a studiare musica da autodidatta, scegliendo la chitarra come compagna di viaggio.
Per anni lavora come ferroviere, capostazione e poi coordinatore del traffico a Cuneo, senza mai abbandonare la musica.
L’esordio in Francia e il primo successo
Nel 1993 e 1994 vince due volte il Premio Recanati, oggi Musicultura.
Nicole Courtois, produttrice francese, ne intuisce il talento e lo porta Oltralpe.
Nel 1995 esce Montgolfières, il primo album, che conquista il pubblico francese.
Segue Extra-Muros nel 1996, e con esso la consacrazione internazionale.
Testa si esibisce all’Olympia di Parigi e nei teatri di tutta Europa, da Lisbona a Québec.
Il ritorno in Italia e il riconoscimento nazionale
Nel 1999 pubblica Lampo, un disco raffinato tra jazz e chanson.
Con Il valzer di un giorno (2000) conquista anche il pubblico italiano.
Segue una tournée di successo e vendite che superano le 200.000 copie.
Il suo stile è intimo e intenso, ricco di poesia e influenze folk, jazz e sudamericane.
Collabora con artisti come Enrico Rava, Paolo Fresu, Rita Marcotulli, Erri De Luca, Marco Paolini e Giuseppe Battiston.
La poetica delle migrazioni e l’impegno civile
Nel 2006 pubblica Da questa parte del mare, un concept album dedicato ai migranti.
Il disco riceve la Targa Tenco come miglior album e il Premio Lunezia per la qualità letteraria.
È un viaggio delicato tra umanità e dignità, senza retorica né forzature.
Da questo lavoro nasce anche un libro omonimo e uno spettacolo teatrale con Giuseppe Cederna.
Libri, spettacoli e la voce dell’essenziale
Testa affianca alla musica l’attività editoriale con racconti e filastrocche per bambini:
Ninna nanna dei sogni, 20 mila leghe (in fondo al mare) e Biancaluna.
Con Men at work (2013), disco live, celebra vent’anni di carriera e oltre 4000 concerti.
Nel 2011 debutta a teatro con 18 mila giorni – Il pitone, uno spettacolo sul lavoro, e successivamente Italy, sulle migrazioni.
Nel 2015 pubblica l’ultimo album in vita, Vitamia, un bilancio personale e artistico.
La morte e l’eredità di Gianmaria Testa
Gianmaria Testa muore il 30 marzo 2016 ad Alba, a 57 anni, per un tumore annunciato l’anno prima.
“Se n’è andato senza fare rumore”, si legge sulla sua pagina Facebook.
Nel 2016 esce postumo il libro Da questa parte del mare (Einaudi), con prefazione di Erri De Luca.
Nel 2019 viene pubblicato Prezioso, raccolta di inediti curata dalla moglie Paola Farinetti.
On se reverra, VP