3 aprile 2016. Muore Cesare Maldini, una vita per il calcio.

Cesare Maldini nacque a Trieste il 5 febbraio 1932.
Cresciuto nel rione di Servola da genitori di origine slovena, sviluppò fin da giovane una grande passione per il calcio. Quella passione lo avrebbe portato a diventare uno dei simboli assoluti del Milan e della Nazionale italiana.
Gli inizi alla Triestina e l’esplosione al Milan
La carriera di Maldini cominciò nella Triestina, dove venne notato per le sue qualità tecniche e il carisma fuori dal comune. Dopo un esordio in Serie A nel 1953, fu acquistato dal Milan nel 1954. Con la maglia rossonera disputò oltre 400 partite, diventando capitano e leader carismatico della squadra.
Al Milan vinse quattro scudetti, una Coppa Latina e soprattutto la Coppa dei Campioni del 1963. In quella storica finale, Cesare ebbe un ruolo decisivo nella marcatura di Eusébio, cambiando le sorti della partita. Il successo rappresentò il primo trionfo europeo per un club italiano.
Un difensore completo e moderno
Maldini era un difensore elegante, tecnico e tatticamente intelligente. Iniziò come terzino, ma trovò la sua dimensione ideale nel ruolo di libero. Aveva un eccellente senso della posizione, sapeva guidare la difesa e impostare il gioco con qualità.
Il suo stile raffinato gli valse la fama di “gentiluomo del calcio”, anche se non mancava di energia quando necessario. Il suo carisma lo rese un allenatore in campo ben prima di passare in panchina.
La carriera in Nazionale
Con la maglia azzurra disputò 14 partite, prendendo parte al Mondiale del 1962 in Cile. Fu anche capitano della Nazionale, ma non riuscì a ottenere grandi risultati a causa del periodo di crisi del calcio italiano.
Da vice di Bearzot al trionfo nel 1982
Conclusa la carriera da calciatore, Cesare Maldini intraprese con successo quella da allenatore. Iniziò come vice di Nereo Rocco al Milan, per poi diventare primo allenatore e vincere Coppa Italia e Coppa delle Coppe nel 1973. Successivamente, fu vice di Enzo Bearzot in Nazionale e partecipò al trionfo dell’Italia al Mondiale del 1982 in Spagna.
Il trionfo con l’Under 21
Dal 1986 al 1996 guidò l’Italia Under 21, con cui scrisse una pagina indelebile di calcio. Vincendo tre Europei consecutivi (1992, 1994, 1996), costruì una generazione d’oro, lanciando futuri campioni come Buffon, Cannavaro, Inzaghi e Vieri.
Il Mondiale 1998 con l’Italia del figlio Paolo Maldini
Nel 1996 fu promosso commissario tecnico della Nazionale maggiore. Portò gli Azzurri al Mondiale di Francia 1998, dove visse un’esperienza unica: allenare la squadra capitanata dal figlio Paolo. L’Italia fu eliminata ai quarti di finale ai rigori dalla Francia, futura vincitrice del torneo.
L’avventura con il Paraguay e gli ultimi anni
Nel 2002 accettò l’incarico di guidare il Paraguay al Mondiale di Corea e Giappone. All’età di 70 anni diventò il CT più anziano della manifestazione. La squadra fu eliminata agli ottavi dalla Germania, ma l’esperienza fu un successo personale.
Negli anni successivi, Maldini lavorò come osservatore e opinionista, mantenendo sempre un ruolo attivo nel mondo del calcio. Nel 2012 fu commentatore per BeIN Sports al fianco di Alessandro Altobelli.
La morte e il ricordo
Cesare Maldini si spense nella notte tra il 2 e il 3 aprile 2016 nella sua casa di Milano. Aveva 84 anni. Il mondo del calcio gli rese omaggio con un minuto di silenzio su tutti i campi della Serie A. Il Milan, il club della sua vita, giocò con il lutto al braccio. È sepolto al Cimitero Monumentale di Milano.
Un parco nei pressi dello stadio Meazza è stato intitolato in sua memoria, insieme a quella di Giacinto Facchetti. Nel settembre dello stesso anno, il suo nome è stato iscritto nel Famedio, tra i grandi della città.
Cesare Maldini nacque a Trieste il 5 febbraio 1932.
Cresciuto nel rione di Servola da genitori di origine slovena, sviluppò fin da giovane una grande passione per il calcio. Quella passione lo avrebbe portato a diventare uno dei simboli assoluti del Milan e della Nazionale italiana.
Gli inizi alla Triestina e l’esplosione al Milan
La carriera di Maldini cominciò nella Triestina, dove venne notato per le sue qualità tecniche e il carisma fuori dal comune. Dopo un esordio in Serie A nel 1953, fu acquistato dal Milan nel 1954. Con la maglia rossonera disputò oltre 400 partite, diventando capitano e leader carismatico della squadra.
Al Milan vinse quattro scudetti, una Coppa Latina e soprattutto la Coppa dei Campioni del 1963. In quella storica finale, Cesare ebbe un ruolo decisivo nella marcatura di Eusébio, cambiando le sorti della partita. Il successo rappresentò il primo trionfo europeo per un club italiano.
Un difensore completo e moderno
Maldini era un difensore elegante, tecnico e tatticamente intelligente. Iniziò come terzino, ma trovò la sua dimensione ideale nel ruolo di libero. Aveva un eccellente senso della posizione, sapeva guidare la difesa e impostare il gioco con qualità.
Il suo stile raffinato gli valse la fama di “gentiluomo del calcio”, anche se non mancava di energia quando necessario. Il suo carisma lo rese un allenatore in campo ben prima di passare in panchina.
La carriera in Nazionale
Con la maglia azzurra disputò 14 partite, prendendo parte al Mondiale del 1962 in Cile. Fu anche capitano della Nazionale, ma non riuscì a ottenere grandi risultati a causa del periodo di crisi del calcio italiano.
Da vice di Bearzot al trionfo nel 1982
Conclusa la carriera da calciatore, Cesare Maldini intraprese con successo quella da allenatore. Iniziò come vice di Nereo Rocco al Milan, per poi diventare primo allenatore e vincere Coppa Italia e Coppa delle Coppe nel 1973. Successivamente, fu vice di Enzo Bearzot in Nazionale e partecipò al trionfo dell’Italia al Mondiale del 1982 in Spagna.
Il trionfo con l’Under 21
Dal 1986 al 1996 guidò l’Italia Under 21, con cui scrisse una pagina indelebile di calcio. Vincendo tre Europei consecutivi (1992, 1994, 1996), costruì una generazione d’oro, lanciando futuri campioni come Buffon, Cannavaro, Inzaghi e Vieri.
Il Mondiale 1998 con l’Italia del figlio Paolo Maldini
Nel 1996 fu promosso commissario tecnico della Nazionale maggiore. Portò gli Azzurri al Mondiale di Francia 1998, dove visse un’esperienza unica: allenare la squadra capitanata dal figlio Paolo. L’Italia fu eliminata ai quarti di finale ai rigori dalla Francia, futura vincitrice del torneo.
L’avventura con il Paraguay e gli ultimi anni
Nel 2002 accettò l’incarico di guidare il Paraguay al Mondiale di Corea e Giappone. All’età di 70 anni diventò il CT più anziano della manifestazione. La squadra fu eliminata agli ottavi dalla Germania, ma l’esperienza fu un successo personale.
Negli anni successivi, Maldini lavorò come osservatore e opinionista, mantenendo sempre un ruolo attivo nel mondo del calcio. Nel 2012 fu commentatore per BeIN Sports al fianco di Alessandro Altobelli.
La morte e il ricordo
Cesare Maldini si spense nella notte tra il 2 e il 3 aprile 2016 nella sua casa di Milano. Aveva 84 anni. Il mondo del calcio gli rese omaggio con un minuto di silenzio su tutti i campi della Serie A. Il Milan, il club della sua vita, giocò con il lutto al braccio. È sepolto al Cimitero Monumentale di Milano.
Un parco nei pressi dello stadio Meazza è stato intitolato in sua memoria, insieme a quella di Giacinto Facchetti. Nel settembre dello stesso anno, il suo nome è stato iscritto nel Famedio, tra i grandi della città.