28 marzo 2023. Ryūichi Sakamoto, il poeta della musica elettronica.

Ryūichi Sakamoto nasce a Tokyo il 17 gennaio 1952.
Si iscrive all’Università delle arti di Tokyo, dove approfondisce la composizione, specializzandosi in musica elettronica ed etnica.
Nel 1978, pubblica il suo primo album solista, Thousand Knives, che segna l’inizio di una carriera innovativa.
Nello stesso anno, entra a far parte degli Yellow Magic Orchestra (YMO), un gruppo pionieristico che dà vita alla musica elettronica giapponese e al j-pop.
Il successo internazionale tra cinema e musica elettronica
Con gli YMO, Sakamoto raggiunge fama mondiale grazie a Solid State Survivor. Dopo lo scioglimento della band nel 1984, intraprende una carriera solista ricca di sperimentazioni. Nel 1983 è protagonista del film Furyo – Merry Christmas Mr. Lawrence, dove reciterà al fianco di David Bowie. Del film firmerà anche la celebre colonna sonora che gli varrà una candidatura all’Oscar.
Compone la colonna sonora e il celebre brano Forbidden Colours, cantato da David Sylvian. Nel 1987 vince l’Oscar per la miglior colonna sonora con L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci. Continua a lavorare con registi come Almodóvar (Tacchi a spillo), Bertolucci (Il tè nel deserto, Piccolo Buddha) e Iñárritu (Revenant – Redivivo).
Uno sperimentatore tra ambient, glitch e pianoforte
Sakamoto si dedica sia a progetti orchestrali che a sperimentazioni elettroniche. Inoltre, collabora con artisti di fama internazionale come David Sylvian, Iggy Pop, Caetano Veloso, Youssou N’Dour, Alva Noto e Christian Fennesz. Il 1998 segna l’uscita di BTTB (Back to the Basics), il suo primo album dedicato interamente al pianoforte solo.
Nel 2009, pubblica Playing the Piano e Out of Noise, opere che segnano una fase più meditativa e minimalista della sua carriera.
Infine, nel 2017, lancia async, un album che viene considerato uno dei migliori dell’anno.
L’impegno politico ed ecologista
Oltre alla sua carriera musicale, Sakamoto è noto per il suo impegno politico ed ecologista. Nel 2012, organizza No Nukes, un grande concerto di protesta contro l’energia nucleare, un tema che gli sta particolarmente a cuore. Critica apertamente la legge sul copyright e difende la cultura libera. Nel 1992, cura l’orchestrazione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Barcellona, un evento che gli consente di unire la sua passione per la musica alla sua attenzione verso la cultura globale.
Vita privata e discendenza artistica
Sakamoto è stato sposato tre volte e ha avuto tre figli. Dal matrimonio con la musicista Akiko Yano, nasce Miu Sakamoto, cantante di successo.
Con la sua ultima moglie, Norika Sora, ha un figlio, Neo Sora, oggi artista e regista, che prosegue la tradizione creativa della famiglia.
La morte e l’eredità musicale
Ryūichi Sakamoto muore a Tokyo il 28 marzo 2023, a 71 anni, per le complicazioni di un tumore al colon. Il suo staff rende pubblica la notizia solo il 2 aprile. In vita, Sakamoto ha pubblicato oltre 70 album e firmato alcune delle colonne sonore più evocative del cinema.
La sua musica ha saputo fondere Oriente e Occidente, elettronica e classicismo, impegno e poesia.
LPP
Ryūichi Sakamoto nasce a Tokyo il 17 gennaio 1952.
Si iscrive all’Università delle arti di Tokyo, dove approfondisce la composizione, specializzandosi in musica elettronica ed etnica.
Nel 1978, pubblica il suo primo album solista, Thousand Knives, che segna l’inizio di una carriera innovativa.
Nello stesso anno, entra a far parte degli Yellow Magic Orchestra (YMO), un gruppo pionieristico che dà vita alla musica elettronica giapponese e al j-pop.
Il successo internazionale tra cinema e musica elettronica
Con gli YMO, Sakamoto raggiunge fama mondiale grazie a Solid State Survivor. Dopo lo scioglimento della band nel 1984, intraprende una carriera solista ricca di sperimentazioni. Nel 1983 è protagonista del film Furyo – Merry Christmas Mr. Lawrence, dove reciterà al fianco di David Bowie. Del film firmerà anche la celebre colonna sonora che gli varrà una candidatura all’Oscar.
Compone la colonna sonora e il celebre brano Forbidden Colours, cantato da David Sylvian. Nel 1987 vince l’Oscar per la miglior colonna sonora con L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci. Continua a lavorare con registi come Almodóvar (Tacchi a spillo), Bertolucci (Il tè nel deserto, Piccolo Buddha) e Iñárritu (Revenant – Redivivo).
Uno sperimentatore tra ambient, glitch e pianoforte
Sakamoto si dedica sia a progetti orchestrali che a sperimentazioni elettroniche. Inoltre, collabora con artisti di fama internazionale come David Sylvian, Iggy Pop, Caetano Veloso, Youssou N’Dour, Alva Noto e Christian Fennesz. Il 1998 segna l’uscita di BTTB (Back to the Basics), il suo primo album dedicato interamente al pianoforte solo.
Nel 2009, pubblica Playing the Piano e Out of Noise, opere che segnano una fase più meditativa e minimalista della sua carriera.
Infine, nel 2017, lancia async, un album che viene considerato uno dei migliori dell’anno.
L’impegno politico ed ecologista
Oltre alla sua carriera musicale, Sakamoto è noto per il suo impegno politico ed ecologista. Nel 2012, organizza No Nukes, un grande concerto di protesta contro l’energia nucleare, un tema che gli sta particolarmente a cuore. Critica apertamente la legge sul copyright e difende la cultura libera. Nel 1992, cura l’orchestrazione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Barcellona, un evento che gli consente di unire la sua passione per la musica alla sua attenzione verso la cultura globale.
Vita privata e discendenza artistica
Sakamoto è stato sposato tre volte e ha avuto tre figli. Dal matrimonio con la musicista Akiko Yano, nasce Miu Sakamoto, cantante di successo.
Con la sua ultima moglie, Norika Sora, ha un figlio, Neo Sora, oggi artista e regista, che prosegue la tradizione creativa della famiglia.
La morte e l’eredità musicale
Ryūichi Sakamoto muore a Tokyo il 28 marzo 2023, a 71 anni, per le complicazioni di un tumore al colon. Il suo staff rende pubblica la notizia solo il 2 aprile. In vita, Sakamoto ha pubblicato oltre 70 album e firmato alcune delle colonne sonore più evocative del cinema.
La sua musica ha saputo fondere Oriente e Occidente, elettronica e classicismo, impegno e poesia.
LPP