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9 luglio 2011. La scomparsa di Michele Tossani, lo scienziato dell’infortunologia.

Era il luglio del 2011 quando a Bologna veniva a mancare uno degli uomini più noti e rappresentativi da molti decenni della imprenditoria cittadina. La sua scomparsa in quei caldi giorni dell’estate del 2011 non rappresentò tuttavia per i bolognesi e anche per molti italiani in genere solo il saluto definitivo di un brillante e determinato imprenditore, ma anche la mancanza di colui che amava il suo lavoro e la sua gente dimostrandolo attivamente con azioni concrete e quotidiane di aiuto e di solidarietà.
Il prof. Michele Tossani non era solo un imprenditore: la sua azienda non vendeva un prodotto e neanche dei semplici servizi, ma infondeva in tutti la percezione di un senso di sicurezza, di protezione, di certezza che in ogni caso, essendoci lui e la sua famosa Infortunistica, i diritti dei suoi assistiti sarebbero stati rispettati e tutelati se si subiva un danno piccolo oppure grande, a causa di un sinistro ovvero di un incidente di qualsiasi tipologia.
Tossani prima di ogni cosa si occupava di persone, di tutela dei loro diritti e dialogava con determinazione con le Compagnie di Assicurazioni, sapendosi imporre nell’interesse dei suoi assistiti con la forza e la conoscenza del diritto, come mai nessuno era riuscito fare in precedenza prima di lui. Era partito da lontano: una lontananza non geografica, ma temporale e culturale, nell’Italia del dopoguerra dei primi anni cinquanta, esattamente nel 1952. All’epoca iniziava un percorso di ricostruzione del nostro Paese che non era solo materiale ed economico, ma anche fatto di ricerca di valori sociali certi, dove si cercava di cambiare e di salvare la parte buona del recente passato, imparando dagli errori commessi. Sorgevano i palazzi, si urbanizzavano le campagne intorno alle città, migravano migliaia di persone in cerca di lavoro; intanto il nostro sistema di tenuta sociale cresceva e si sensibilizzava, e la nostra magistratura iniziava un lungo percorso di affinamento e di approfondimento di comprensione del vero valore di molti diritti che erano stati trascurati.
Tuttavia, in quelli stessi anni, Michele Tossani percepiva che qualcosa mancava, che vi era un aspetto della vita sociale e delle persone che non stava affrontando questo percorso, ed intuì un principio molto semplice, ovvero che i diritti, compreso quello ad essere risarciti se si è subito un danno, non hanno alcun seguito concreto se non si richiedono con energia e con appropriata competenza. La sua riflessione, scaturita da in incidente che aveva subito in prima persona, il cui danno conseguente non gli veniva risarcito, lo aveva portato a guardare oltre quanto era capitato a lui, nella direzione di un vuoto di tutela che percepiva esserci in quella Italia degli anni Cinquanta.
Vedeva molti italiani non avere la preparazione, la forza morale ed economica di affrontare una battaglia giuridica, magari rivolgendosi agli avvocati dell’epoca e dovendone sostenere i costi professionali; quindi, primo fra tutti, decise la sua strada di imprenditore: investire risorse e preparazione tecnico giuridica per dialogare lui stesso e nell’interesse dei suoi assistiti con le controparti che erano tenute a risarcire i danni, spesso colossi assicurativi, e quando necessario provvedendo ad anticipare i costi, senza fini di lucro, utili e indispensabili al buon esito del mandato ricevuto.
Fu una svolta epocale, una intuizione incredibile per quel periodo storico, e dopo anni e tante battaglie anche personali nel contesto consortile e protezionistico dei professionisti dell’Italia di allora, si arriva agli anni Settanta e Ottanta, con le interminabili file di bolognesi sul marciapiede fuori dalla sede della sua infortunistica, ma anche di danneggiati in un sinistro provenienti da tutta Italia.
La notorietà del Professore riecheggiava ormai tra i professionisti più importanti del settore, come avvocati, periti assicurativi, medici legali, ma soprattutto tra le Direzioni degli Uffici liquidativi delle città più importanti d’Italia, tutti sapevano in quegli anni cosa era l’Infortunistica Tossani: un interlocutore da rispettare e con cui dialogare sullo stesso piano di rapporti di forza che agiva nell’interesse dei danneggiati e dei loro assicurati. Negli anni a seguire aprì decine di uffici e agenzie in tutta l’Emilia Romagna, contribuendo così a fare percepire l’Infortunistica Tossani per quello che ormai era davvero diventata, come una azienda sempre presente anche fisicamente, e sempre dalla parte delle vittime danneggiate.
La forza personale del Professore nel tutelare la persona, fece comprendere in quegli anni agli emiliani e a molti italiani, che per essere risarciti di un danno in modo giusto ed equo non era più necessario avere le possibilità in termini di conoscenza e disponibilità economica, ma che era sufficiente avere “il diritto” ad ottenerlo. Era riuscito a fare assegnare all’infortunistica il valore e il rango di scienza: nasceva grazie a lui l’infortunologia.
Oggi spesso sentiamo riportare da politici e opinionisti l’espressione “nessuno sarà lasciato solo”; e possiamo adesso, a distanza di tanti anni, ricordare come Tossani sia stato inconsapevolmente, o forse no, un precursore ed un antesignano anche di questo principio, perché nella realtà, se varcavi la porta del suo ufficio ti sentivi avvolto da un calore quasi familiare, tutelato, protetto e nulla poteva farti più paura.
Le prime settimane, i primi mesi subito dopo la sua morte, hanno lasciato tutti spaesati, perplessi: la domanda inconscia di ognuno, dipendenti, collaboratori dell’azienda, cittadini bolognesi e assistiti, era chiedersi chi avrebbe continuato a tutelarli e chi sarebbe riuscito a farlo con le stesse determinazione e forza persuasiva.
Si era creato un vuoto che pareva incolmabile in quell’estate di dieci anni fa.
Malgrado lo sconforto inziale di sua moglie, la sua compagna di anni, la signora Francesca Marchesini Tossani ha preso in mano le redini dell’azienda e con la stessa determinazione e tenacia ha saputo mantenere fermi i valori e i principi del suo operato, motivando i dipendenti e i collaboratori, ma soprattutto rassicurando gli assistiti e i danneggiati ai quali è riuscita a trasmettere quella stessa sensazione di protezione e di tutela dei diritti per tutti.
Oggi l’Infortunistica Tossani, a dieci anni dalla morte del fondatore è una azienda che si occupa della tutela dei diritti delle persone ancora più grande e forte, strutturata in uffici e sedi distribuiti in tutta Italia e che mantiene tuttavia il suo cuore e il motore propulsivo nella storica Direzione di Bologna in via Marconi, dove la Signora Francesca Marchesini Tossani siede sulla stessa poltrona dello studio del Professore e, in un contesto di necessario ammodernamento dettato dai tempi, con identici energia e calore, prosegue quello storico tracciato d’interesse collettivo per offrire ai suoi assistiti la corretta tutela per un giusto risarcimento determinato da un danno subito. Grazie Professore!

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