fbpx

22. settembre 1994. Addio a Gustavo Rol, il sensitivo amato da Fellini e Agnelli.

S”Si divertiva a far sparire gli orologi dei clienti. Uno lo nascose nella zuccheriera“. In suo onore un pasticciere ha creato il tortino Rol. Forse nessuno ha riassunto il mistero di Gustavo Adolfo Rol come Pitigrilli: “Cammina come illuminato sulla geografia dell’inconoscibile della relatività”. Lungo il confine del paranormale, tra la santità e la ciarlataneria.
Un percorso che per Luciano De Scisciolo, sfiora il dehor del suo bar davanti all’ex ospedale Valdese. “Lo vedevo ogni giorno. Rol era metodico, tornava a casa alle 18 passeggiando dall’altra parte della strada. Per il suo funerale venne chiusa, perché si radunò una folla per dargli l’addio“. Personaggio misterioso, sempre vestito in modo impeccabile in giacca e cravatta e senza alcun vezzo da circo, ammaliò volti noti come Federico Fellini, Franco Zeffirelli, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, alcuni presidenti della Repubblica come Saragat ed Einaudi e anche la regina Elisabetta II. Una presenza enigmatica come i suoi occhi troppo chiari. “Erano piccolissimi, degli spilli, così profondi da incutere timore. Non ho mai osato incrociarne lo sguardo“.

continua a leggere

Condividi
Indietro