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Bergamo. Il dolore dei familiari delle vittime: “Se anche una sola di queste morti poteva essere evitata, chi ha sbagliato dovrà pagare”.

Non circola quasi nessuna macchina sull’autostrada che collega Milano a Bergamo. Solo qualche camion. Come per il resto d’Italia le strade sono vuote. Si sente solo qualche rumore di ambulanze, e «una settimana fa sarebbe stato peggio», raccontano a Open Luca e Stefano Fusco, padre e figlio, che ci accolgono nella loro casa di Brusaporto, paesino separato dalla Val Brembana da una collina, gravemente colpito dall’emergenza Coronavirus. «Una settimana fa non avremmo potuto parlare. Il suono delle sirene sarebbe stato troppo frequente». Tutto porta alla mente il ricordo di un familiare che non ce l’ha fatta: «Abbiamo chiesto al sindaco di smettere di suonare le campane a morto, avevamo la sensazione che stessero morendo tutti».

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