20 novembre. Ricorrono gli anniversari della scomparsa di Leonardo Sciascia e Lev Tolstoj.

Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di Leonardo Sciascia, scrittore, saggista, giornalista, politico, poeta, drammaturgo e insegnante di scuola elementare. In questa stessa data moriva anche Lev Tolstoj, uno dei più grandi scrittori russi di tutti i tempi.
Leonardo Sciascia nasce l’8 gennaio 1921 a Racalmuto, in provincia di Agrigento, primo di tre fratelli da un impiegato, Pasquale Sciascia, e da una casalinga, Genoveffa Martorelli. Nel 1950 pubblica le “Favole della dittatura”, che Pier Paolo Pasolini nota e recensisce. Il libro comprende ventisette brevi testi poetici, favole esopiche classiche, con morali chiare, di cui sono protagonisti animali. Nel 1952 esce la raccolta di poesie “La Sicilia, il suo cuore”, che viene illustrata con disegni dello scultore catanese Emilio Greco. Nel 1953 vince il Premio Pirandello, assegnatogli dalla Regione Siciliana per il suo saggio “Pirandello e il pirandellismo”. Nel 1961 esce “Il giorno della civetta” col quale lo scrittore inaugura una nuova stagione del giallo italiano contemporaneo. Al romanzo si ispira il film omonimo del regista Damiano Damiani, uscito nel 1968. Gli anni sessanta vedranno nascere alcuni dei romanzi più sentiti dallo stesso autore, dedicati alle ricerche storiche sulla cultura siciliana. Nel 1963 pubblica “Il consiglio d’Egitto”, ambientato in una Palermo del ‘700 dove vive e agisce un abile falsario, l’abate Giuseppe Vella, che inventa un antico codice arabo che dovrebbe togliere ogni legittimità ai privilegi e ai poteri dei baroni siciliani a favore del Viceré Caracciolo. Nel 1970 Sciascia va in pensione e pubblica la raccolta di saggi “La corda pazza”, nella quale l’autore chiarisce la propria idea di “sicilitudine” e dimostra una rara sensibilità artistica espressa per mezzo di sottili capacità saggistiche. Quest’opera riporta, già dal titolo, a Luigi Pirandello che nel suo libro “Berretto a sonagli” sostiene che ognuno di noi ha in testa “come tre corde d’orologio, quella seria, quella civile e quella pazza”.
Lev Tolstoj (1828-1910) nasce a Jasnaja Poljana, in Russia, da nobile famiglia. Volontario nella guerra del Caucaso, partecipa alla guerra di Crimea al termine della quale, profondamente colpito dalla crudeltà dello scontro bellico, scrive i “Racconti di Sebastianopoli” (1855-56). Dopo numerosi viaggi si ritira nella tenuta familiare, dove si sposa, ha numerosi figli e si dedica all’educazione dei figli dei contadini in una scuola da lui fondata. Qui scrive i romanzi “Guerra e Pace” (1869) e “Anna Karenina” (1877), caratterizzati da grande entusiasmo narrativo e indagine psicologica dei sentimenti umani. All’apice del successo, dopo una profonda crisi spirituale, si dedica a opere caritatevoli, rendendo concreti i suoi ideali di giustizia sociale. Muore mentre fugge da casa per un dissidio con la moglie e i figli, perché voleva utilizzare i proventi dei diritti d’autore per aiutare i contadini a riscattare la terra. Tra le altre opere ricordiamo “La sonata a Kreutzer” (1890) e “Restaurazione” (1899).

fonte: www.libreriamo.it

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