2 novembre 1975. Muore Pier Paolo Pasolini.

Nella notte viene ucciso all’idroscalo di Ostia Pier Paolo Pasolini. Tra i maggiori intellettuali italiani degli anni Settanta, il poeta è amato e odiato per la radicalità dei suoi giudizi e per le sue aspre critiche alle abitudini borghesi, ma anche al movimento sessantottino. Alberto Moravia lo ricorda in una solenne orazione funebre. Pier Paolo Pasolini trascorre l’infanzia in Friuli per poi trasferirsi a Bologna, dove inizia le sue frequentazioni letterarie e culturali. Nel 1945, fonda “Academiuta di lenga furlan” per promuovere l’utilizzo del dialetto nella letteratura. Nel 1955, pubblica “Ragazzi di vita”: il libro, che tratta il tema della prostituzione omosessuale maschile, viene accusato di oscenità. Nello stesso anno fonda la rivista letteraria “Officina” e nel frattempo inizia a lavorare nel cinema. Il suo primo film, “Accattone”, è del 1960. Seguiranno “Il Vangelo secondo Matteo”, “Uccellacci uccellini”, il “Decameron”, “Fiore delle mille e una notte” e molti altri. Pasolini fa discutere anche al di fuori della letteratura e del cinema: famosa è la sua invettiva contro la “falsa rivoluzione” e i “borghesi conformisti”, con la quale si schiera, all’indomani degli scontri di Valle Giulia, contro il movimento studentesco. Per l’omicidio di Pasolini, verrà condannato un “ragazzo di vita” , Pino Pelosi, che poi ritratterà la confessione. Le circostanze della morte di Pasolini non sono ad oggi ancora state chiarite.

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