21 agosto 1964. La scomparsa di Palmiro Togliatti.

Politico italiano tra i fondatori del Partito Comunista, Palmiro Togliatti muore a Jalta all’età di 71 anni. Nel 1911 inizia gli studi di Giurisprudenza presso l’Università di Torino dove conosce Antonio Gramsci.
Tre anni dopo si iscrive al Partito Socialista Italiano. Interventista, in opposizione alla maggioranza dei suoi compagni di partito, durante il primo conflitto mondiale, si arruola volontario nella Croce Rossa Italiana. Nel 1921, a Livorno, è tra i fondatori del PCI di cui diviene segretario nel 1927.
Costretto dal regime fascista all’esilio, rientra in Italia il 27 marzo del 1944 e, con la cosiddetta “svolta di Salerno”, favorisce la formazione di un governo di unità di tutte le forze antifasciste con l’obiettivo primario di combattere contro l’invasore nazi-fascista.
Ministro di Grazia e Giustizia nel governo Parri e nel primo governo De Gasperi, nella primavera del 1947 passa con il suo partito all’opposizione. Nel 1948, all’uscita da Montecitorio, rimane vittima di un attentato che rischia di far piombare il Paese nella guerra civile.

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