4 luglio 2014. Giorgio Faletti ci lasciava.

Scompariva oggi, cinque anni fa, Giorgio Faletti: primo vincitore del nostro premio nel 2005, ne è rimasto Amico per molti anni. Fino alla sua prematura scomparsa.
Fu invitato da Franco Semeraro in occasione del suo primo iniziante successo letterario con ‘Io uccido’ al nascente premio La Tore e sebbene già persona all’apice del successo accettò di buon grado di essere protagonista dell’Evento. Partecipò alle edizioni del 2010 e del 2011 come Ospite d’Onore: la prima dopo aver incontrato il vincitore Fabio Volo mentre era a cena al Ristorante Rendez-Vous.
Passammo con Volo di fronte al suo tavolo. In modo simpatico si scambiarono alcune battute tra le quali: ‘è vero che dicono anche a te che ti scrive qualcun altro i tuoi libri? ‘ chiosò ironico Giorgio. Fu una simpatia di tipo istantaneo.
Dalla prima fila del pubblico Faletti poco dopo fu invitato a partecipare alla serata che fu un grande successo.
L’anno successivo Giorgio venne in hotel con la sua deliziosa consorte Roberta per onorare il vincitore del premio 2011 il suo amico Franco Di Mare e partecipò alla cena istituzionale con un ‘contest’ di freddure tra i due e un membro del comitato d’Onore. Fu una serata molto bella. Giorgio fu anche un grande appassionato di moto ed ebbi modo di sentirlo più volte in qualità di presidente del Ducati Club dell’isola d’Elba: una persona interessante, arguta, piuttosto timida al di là delle apparenze e riservata.
Il nostro premio, che nasce con l’intento di valorizzare l’ingegno e l’eccellenza in protagonisti della vita pubblica italiana che abbiano qualità di eclettismo e poliedricità non poteva trovare miglior primo vincitore di Faletti: attore brillante e drammatico, autore musicale, cantante e scrittore, uomo di cinema e di televisione oltre che di teatro ha saputo cogliere nelle Arti di cui è stato protagonista il lato più vicino al suo pubblico. Un pubblico colto, si badi bene, che nella sua letteratura spesso cruenta ha saputo cogliere i lati più vicini alla sensibilità del suo tempo.
Appassionato di teatro ha saputo anche in questo ambito esprimersi in modo compiuto. La sua Arte era quella di saper cogliere i lati più vividi dei temi trattati attraverso una ironia sottile che in ogni suo sguardo ed in ogni battuta traspariva evidente, ma che celava una sensibilità e una empatia con l’interlocutore difficile da trovare in personaggi con questo livello di popolarità. I suoi occhi azzurrissimi si stagliano nel cielo e il suo ricordo indelebile ci accompagnerà per sempre.

fonte: tenews.it

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