Morto per inseguire un ladro, oggi i funerali: “Scarpe & Scarpe” chiuderà per lutto.

Stamattina in concomitanza con i funerali di Andrea Corsini, il giovane morto giovedì scorso per inseguire in moto un presunto ladro fuggito da “Scarpe & Scarpe” di via Rivarolo il negozio di calzature chiuderà per lutto in modo da consentire ai dipendenti di recarsi alla cerimonia funebre.
L’addio al giovane meccanico è fissato per la 10 nel santuario di Nostra Signora del Monte, sulle alture di San Fruttuoso.
La chiusura di “Scarpe & Scarpe” è confermata dai responsabili della catena di negozi nata negli anni ’60 nel Torinese da un’intuizione della famiglia Pettenuzzo e che ora conta su 150 centri vendita in Italia di cui 1 alla Sarzana, 1 a Imperia, 1 a Savona, e 2 a Genova, dove c’è un negozio nel centro commerciale della Fiumara e il punto vendita di Rivarolo, da sempre fra i più esposti ai furti.
La tragedia di Rivarolo ha sconvolto i lavoratori del negozio, che sabato hanno ricevuto la visita e il conforto di uno de proprietari della catena, un esponente della famiglia Pettenuzzo, arrivata appositamente da Borgaro, in provincia di Torino, sede dell’azienda. “Siamo molto vicini alla famiglia di Andrea Corsini – spiega Luca Bidoglia, direttore responsabile risorse umane e relazioni esterne di “Scarpe & Scarpe” – e non capiamo le polemiche di chi ci accusa di non avere sporto denuncia per il furto subito. La nostra priorità ora è stare vicini alla famiglia anche perché per la denuncia abbiamo tempo a disposizione. Prima di farla dovremmo accertare cosa ha rubato il giovane poi fuggito. Compito non facile visto che si tratta di un’area di 600 metri quadrati”.
Bidoglia esclude quasi del tutto la possibilità che il giovane fuggito non abbia rubato nulla per un’anomalia del sistema anti taccheggio: “Le probabilità che questo avvenga oltrepassando dalle nostre barriere anti taccheggio sono quasi nulle”. Il portavoce dell’azienda poi ribadisce che i dipendenti hanno ordine di non seguire i ladri che fuggono senza pagare la merce: “Le nostre direttive sono chiare, devono solo intimare di fermarsi, ma non di bloccarli fisicamente o rincorrerli mettendo a repentaglio la loro o l’incolumità di altri. Questo è lavoro della polizia”.
Bidoglia sottolinea che l’azienda tiene molto al punto vendita di Rivarolo che è stato il primo aperto, nel 1999, fuori dal Piemonte, e ribadisce la vicinanza alla famiglia di Corsini: “Ma di questo non è il caso di parlarne ora, lo faremo nei giusti tempi, quando si saranno spente le luci su questa tragedia”.

fonte: telenord.it

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