13 aprile 1919. Il massacro di Amritsar: i britannici uccidono oltre 300 indiani.

Nel città di Amritsar, in India, le truppe britanniche, guidate dal Brigadiere Generale Dyer, aprono il fuoco su una folla di manifestanti. I soldati sparano fino all’esaurimento delle munizioni, uccidendo 379 persone e ferendone oltre 1200. Il massacro, definito da Churchill “un mostruoso evento”, è il risultato delle tensioni provocate dal rifiuto britannico di rispettare le promesse di riforme e di maggiore autonomia per l’India, e contribuirà a consolidare nell’opinione pubblica indiana le simpatie per i movimento nazionalisti, in particolare per quello gandhiano.

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