5 marzo 1953. La fine dell’era Stalin.

Muore a Mosca Josif Stalin. Anche se con lui l’Unione Sovietica diventa una grande potenza industriale e militare, il suo regime è tuttavia considerato uno dei più sanguinari della storia. Nato nel 1878 da una famiglia umile, abbraccia a 20 anni il marxismo. Nel 1905 incontra per la prima volta Lenin, con il quale collabora alla costruzione di un partito marxista compatto e rigidamente organizzato per poter guidare la rivoluzione proletaria. Nel 1922 diviene segretario del Comitato Centrale del partito. Dopo la morte di Lenin contende a Lev Trotzky la leadership del partito e, dopo averlo sconfitto, avvia a partire dal 1928 la costruzione del proprio dominio assoluto sul paese. Per più di 20 anni è il padrone incontrastato e temuto dell’Unione Sovietica che, sotto di lui, vive alcune delle più significative fasi della sua storia: l’accelerazione industriale imposta dai piani quinquennali, le terribili purghe degli anni Trenta, la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale e l’inizio della Guerra Fredda.

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