5 marzo 1940. Il massacro di Katyn.

Il Politburo sovietico firma l’ordine di esecuzione per 22.000 prigionieri polacchi. Fra questi, in spregio a tutte le Convenzioni, ci sono oltre 14.000 prigionieri di guerra e moltissimi ufficiali polacchi. Essi vengono assassinati in quanto ritenuti “nemici inveterati e incorreggibili del potere sovietico“. Il massacro, compiuto con agghiacciante sistematicità dai sovietici, passa alla storia come “massacro di Katyn”. Le fosse comuni verranno scoperte dai tedeschi nel 1943 e l’eccidio sarà ampiamente strumentalizzato dalla propaganda nazista. Per molti anni l’URSS negò le accuse indirizzate dal governo polacco in esilio, attribuendo ai nazisti le responsabilità del massacro. Solo nel 1990 ammetterà le proprie responsabilità.

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