È morto Keith Flint, il cantante dei Prodigy: volto iconico degli anni ’90, fece ballare un pianeta intero.

Aveva 49 anni, è stato trovato morto nella sua casa in Inghilterra. Per la polizia “decesso non sospetto“, ma secondo il compagno di band Howlett “si è suicidato“.
L’ultima volta, almeno qui da noi, lo si era visto zampettare da una parte all’altra del palcoscenico, le solite, eccentriche, acconciature e l’energia traboccante da sempre suo (e loro) marchio di fabbrica. Sì, nelle due date a Livorno e Rimini, lo scorso dicembre, sembrava stare bene Keith Flint, volto iconico dei Prodigy, senza dubbio una delle band fondamentali degli anni ’90. Nulla lasciava presagire che lo avrebbero trovato cadavere, a casa sua, solo tre mesi dopo e a soli 49 anni, nell’Essex dov’era cresciuto, probabilmente suicida, come ha rivelato il suo compagno di band (e amico di sempre) Liam Howlett, anche se la polizia britannica non ha confermato. Sì, sembrava tranquillo Keith che da ormai tredici anni aveva mollato qualsiasi droga, dopo aver praticato prima la cultura delle pastiglie, nei rave nei fabbricati abbandonati di fine anni’80. E poi gli psicofarmaci quando le cose avevano cominciato ad andare meno bene agli inizi del secolo nuovo.

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