Giovanni Nuti, “La morte non è niente”.

L’abbiamo incontrato poco tempo fa, ma oggi Giovanni Nuti ritorna al Corriere dello spettacolo per parlarci del suo brano “La morte non è niente”, uscito il 7 dicembre 2018, poesia scritta dal teologo e scrittore britannico Henry Scott Holland (27/01/1847 – 17/03/1918) tradotta da Paolo Recalcati e che Giovanni Nuti interpreta in un modo unico, accompagnandola con la sua stessa musica. Insieme a Alberto Roveroni ha realizzato il video, girato presso “Le Park” Milano.
Roveroni si è occupato della regia e del montaggio. L’arrangiamento tastiere e programmazione computer è a cura di Stefano Cisotto, mentre il violino e la viola sono suonati da Simone Rossetti Bazzaro.
L’immagine della copertina è a cura del pittore Emiliano Alfonsi. Ma facciamoci raccontare da Giovanni Nuti questo suo lavoro, che tratta un tema molto intenso: la morte, portando il messaggio di una persona che ama e che manifesta tale amore con il desiderio che l’altra parte (la propria persona cara) continui ad andare avanti nella vita. In questo contesto notiamo che il tema della morte non viene trattato solo dal mondo della filosofia o della scienza, ma anche dalla poesia, la poesia che esalta il più grande livello dell’espressività umana.

continua a leggere

Condividi
Indietro