È morto Gabriele La Porta, volto storico delle notti in Rai.

È morto Gabriele la Porta (Roma 1945-2019), giornalista e conduttore Rai.
A darne l’annuncio è stato il figlio Michele su Radio Colonna, precisando che il padre si è spento il 19 febbraio scorso: «In molti, forse, lo ricorderanno come il volto di Rainotte. Io lo ricordo perché era mio padre. Il mio dolcissimo papà. Il cuore del mio cuore. Nella logica, inevitabile, della vita e la morte, accetto il suo viaggio. L’ultimo. Eppure, il mondo, si è dissolto inesorabilmente. Come un abisso». Certo, lo ricordiamo come mitico volto di Rainotte, quando dava del tu ai grandi filosofi, ma lo ricordiamo soprattutto per la mirabile imitazione di Corrado Guzzanti, un privilegio riservato a pochi.
Nella sua lunga carriera Rai ha fatto di tutto, dal collaboratore al funzionario, dal presentatore di libri allo storico della magia, dal direttore di Raidue (in quota Lega ai tempi di Letizia Moratti, 1994) a responsabile della programmazione notturna della rete. Aveva esordito con articoli su «Re Nudo», la rivista dei figli dei fiori diretta da Andrea Valcarenghi, dimostrando una grande passione per il pensiero misteriosofico.
Negli anni Settanta è stato l’artefice della rubrica «Scuola aperta» e di notte, per trarre ispirazione, si dice parlasse in trance con il maestro Manzi. Negli anna Ottanta ha curato e presentato «Incontri della notte», la madre di tutti i Marzulli. Negli anni Novanta, nei panni di Humphrey Bogart, ha condotto «Casablanca», una rubrica di presentazioni librarie, dove ha trovato spazio anche molta letteratura dell’inconscio e dell’occulto. Ma la svolta che ha segnato la vita professionale di La Porta avviene con «Parlato semplice», 1993, un talk show sul Senso della Vita allestito dal Dipartimento Scuola Educazione della Rai a Torino. È qui che s’innamora delle tradizione celtiche e delle idee leghiste.

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