8 gennaio 1996. Addio a Mitterrand, “l’ultimo re di Francia”.

François Maurice Adrien Marie Mitterrand, storico presidente francese, è stato indubbiamente uno dei più importanti sostenitori (insieme a Helmut Kohl e Jacques Delors), della causa europea. Nato a Jarnac, nella Charente, il 26 ottobre 1916, si laurea in scienze politiche; durante il periodo degli studi ha importanti frequentazioni con le organizzazioni della destra francese. Durante la Seconda guerra mondiale, dopo un periodo di prigionia in Germania, ritorna in Francia (1941) dove aderisce all’appello collaborazionista del maresciallo Philippe Petain. Nel 1943 si avvicina però alla Resistenza e si incontra ad Algeri con Charles De Gaulle, il grande e carismatico generale amante della Francia e patriottico fino al midollo.
Miterrand fin da allora si rivela un protagonista di punta della scena politica. Partecipa alla lotta di liberazione e nel 1944 diventa ministro del governo insurrezionale. Tre anni dopo inizia la sua carriera di ministro che durerà dieci anni. Nel 1971 prende le redini dello Sfio, il vecchio partito socialista, e l’anno successivo sigla il programma comune con i comunisti. Nel 1981 e nel 1988 viene eletto presidente. Sotto la sua guida la Francia conoscerà un notevole periodo di rinascita culturale ed economica, pur con le molte controversie che un uomo accentratore come Mitterrand susciterà. Di fatto è stato un presidente molto amato, riconfermato più volte, e questo la dice lunga sull’impronta che è riuscito a dare alla storia di Francia. Il declino dello statista è stato lento e drammatico, segnato dall’inesorabile procedere di una malattia incurabile, un tumore, vissuta praticamente sotto i riflettori, quei riflettori che la sua carica pubblica, volente o nolente, gli imponeva. Si è spento l’8 gennaio 1996, lasciando dietro di sé un grande vuoto di personalità e di leadership.

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