Milano. Muore sola e povera eppure era milionaria.

Viveva qui da decenni, e negli ultimi tempi non voleva farsi avvicinare quasi da nessuno”, raccontano i condomini del palazzo di via Lulli che ricordano così Raffaela Donvito. “Voleva sapere tutto di te, era una donna di grande cuore, ma non diceva mai nulla di sé stessa e negli ultimi tempi si era ritirata in uno dei suoi due appartamenti”. Nessuno, nel palazzo, si aspettava che la donna settantottenne originaria di Tripoli, arrivata in Italia alla fine degli Anni Sessanta, fosse erede di un grosso patrimonio immobiliare lasciato dal compagno deceduto venti anni fa.

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