5 gennaio 1984. La mafia uccide Giuseppe Fava.

Ore 22.00: lo scrittore, giornalista e sceneggiatore Giuseppe Fava viene ucciso da 5 proiettili alla nuca. A sparare è la mafia. Nato il 15 settembre del 1925 in provincia di Siracusa, Fava affianca al giornalismo una brillante carriera di drammaturgo: il film “Palermo or Wolfsburg”, tratto dal suo romanzo “Passione di Michele”, vince l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 1980. Nello stesso anno gli viene affidata la direzione del “Giornale del Sud” e ne fa un quotidiano coraggioso, in prima fila nel denunciare le attività mafiose a Catania. Licenziato dal “Giornale del Sud”, continua la sua campagna antimafiosa sulla rivista “I Siciliani” in cui pubblica l’anno prima un’inchiesta-denuncia (“I quattro cavalieri dell’apocalisse mafiosa”) sui collegamenti fra quattro importanti imprenditori catanesi e il clan di Nitto Santapaola. Inizialmente, viene attribuito all’omicidio un movente passionale o economico (per le difficoltà in cui versava la rivista); solo successivamente la magistratura valuta meglio il ruolo di Fava nella denuncia dell’attività dei clan e nel 1998 istruisce il processo “Orsa maggiore” che si conclude con la condanna di Nitto Santapaola all’ergastolo come mandante dell’omicidio.

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