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Indonesia. No alla croce su una tomba cristiana.

Le foto di una tomba cristiana con la croce divelta sembravano testimoniare un grave episodio intolleranza anticristiana sull’isola di Java. Sui social media hanno trovato sfogo l’indignazione e le reazioni degli internauti, ma con il passare delle ore è emerso quanto realmente accaduto. Il cattolico Albertus Slamet Sugihardi, 63anni, era un abitante di Purbayan, villaggio dove vivono 150 famiglie, 147 musulmane e tre cristiane. L’uomo ha lavorato come autista di autoambulanze fino alla morte per attacco cardiaco. I familiari avrebbero voluto dare sepoltura ai suoi resti altrove, ma, poiché situato a pochi metri di distanza dalla sua abitazione, il defunto è stato seppellito nel cimitero pubblico di Jambon. Nel 2000 la struttura era divenuta un cimitero ad esclusivo uso “islamico”. Ciò nonostante, gli stessi vicini di casa hanno invitato la famiglia cristiana a sotterrare i resti di Albertus nel villaggio dove aveva vissuto. Tuttavia, per “volontà e usanza” della comunità locale, non è possibile “erigere simboli religiosi all’interno del cimitero”. Per questo motivo, gli abitanti del villaggio hanno rimosso il braccio superiore della croce di legno posta sulla tomba del cristiano. Non si è però trattato di un atto vandalico: tutto si è svolto in pieno accordo con la famiglia del defunto, la quale era in possesso del materiale per la sepoltura, prim’ancora che questi fosse colpito dal malore.

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