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É morto Jako, il cane legato e dato alle fiamme perché “abbaiava troppo”.

Jako non ce l’ha fatta, le ferite provocate dalle ustioni erano profonde: il Siberian Husky doveva essere operato, ma il suo cuore ha smesso di battere prima che i medici riuscissero a fare un ultimo disperato tentativo per salvarlo. Jako è morto in una clinica veterinaria di Bari dopo un’agonia di 10 giorni: era ricoverato lì da quando era stato legato e dato alle fiamme sul balcone della casa in cui viveva con la sua anziana padrona. La sua colpa era quella di “abbaiare troppo”: per questo qualcuno si è introdotto sul terrazzino al primo piano e gli ha dato fuoco utilizzando uno straccio impregnato di benzina avvolto su un bastone. A lanciare l’allarme un vicino di casa della donna che ha sentito un boato e odore di bruciato. Il veterinario Pietro De Rocco si è subito offerto di prendersi cura di Jako gratuitamente. Il cane viveva con l’anziana donna, ma era in realtà di proprietà del nipote che lo aveva lasciato alla nonna quando si era trasferito in Olanda e sarebbe presto tornato a riprenderselo. A qualcuno però Jako non era gradito: il figlio dell’anziana soltanto qualche settimana prima aveva trovato un biglietto sotto alla porta con la minaccia che il cane sarebbe stato avvelenato se non avesse smesso di abbaiare. La storia di Jako aveva commosso il paese, in tanti si erano offerti di aiutarlo. È stato curato e coccolato per 10 giorni. Ma non è bastato, le ustioni riportate all’addome erano troppo gravi. I carabinieri stanno indagando per identificare i responsabili. Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Il sindaco ha fatto sapere che in caso di processo il Comune si costituirà parte civile.

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