Trasporto “a cassa aperta”: il comune di Cuneo ha dato ragione all’agenzia di pompe funebri albese.

Per trasporto “a cassa aperta” si intende quello in cui la bara non è ancora stata saldata in vista della tumulazione. Dalla richiesta di un trasferimento di questo genere è nata una diatriba alla camera mortuaria dell’ospedale “Santa Croce” di Cuneo, al punto che Stefano Gallo, della storica agenzia di onoranze funebri albese Boffano, ha richiesto l’intervento della polizia. Gallo si era recato all’obitorio del nosocomio cuneese per procedere al trasferimento, appunto, “a cassa aperta”, della salma di un’anziana deceduta al “Santa Croce”, richiesto dai parenti, verso una “sala del commiato” che l’impresa di pompe funebri mette a disposizione dei clienti da circa due anni. Il personale sanitario del nosocomio, però, ha cercato di fermarlo, sostenendo che fosse necessaria l’autorizzazione del Comune. Gallo era in possesso del consenso del personale medico intervenuto in occasione del decesso, a certificare che non esisteva pericolo per la salute pubblica, il solo documento da lui ritenuto necessario: “L’unico riferimento normativo è una legge regionale del 2012, che ammette il trasporto “a cassa aperta” nel periodo di osservazione della salma, cioè nelle 24 ore dopo il decesso”. “Questo provvedimento ha superato una legge del 1990, che imponeva di avere anche l’autorizzazione del Comune”, spiega l’impresario, che ha comunque provveduto al trasporto della salma ad Alba alla camera ardente dell’impresa. E alla fine l’Ufficio Legale del Comune di Cuneo gli ha dato ragione, e sono pervenute in tempo utile le necessarie autorizzazioni al trasporto e alla tumulazione.

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