Il funerale-pagliacciata delle “bare personalizzabili”.

Nessuno si azzardi a infilarmi in una bara personalizzata come quelle firmate da Rosalba Piccinni, visibili alla Milano Design Week. “Interamente personalizzabili in termini di finiture (colori, rivestimenti, customizzazione delle superfici) così da potersi fare espressione della personalità degli acquirenti”. Tutta la vita a scervellarmi sul colore della cravatta, che sorellastra morte almeno mi liberi dall’affanno degli abbinamenti cromatici. Inoltre l’Io è odioso, come insegna Pascal, dunque che la mia bara sia ordinaria, anonima. Dopo aver svolto la loro funzione queste nuove bare colorate possono “trovare spazio all’interno delle case come complementi d’arredo: casse, contenitori, panche, box”. Mi sembra pertanto che siano pensate per defunti da incenerire: essendo cristiano e non pagano la mia bara mi seguirà invece nel sepolcro e se gli eredi sentiranno chissà perché il bisogno di una cassapanca color pastello se l’andranno a comprare successivamente. La signora Piccinni ha dichiarato di voler cambiare l’estetica dei funerali e le pronostico il successo perché l’uomo contemporaneo non è più capace di guardare la morte, deve cancellarla o trasformarla in pagliacciata. Il mio funerale sia invece tetro e pedagogico.

Camillo Langone
(da www.ilfoglio.it)

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